Di Pasquale non si dimette «Intervenga il prefetto»

17 Marzo 2018

I consiglieri di minoranza chiedono da un anno che il presidente dell’assise lasci L’assemblea civica però non si decide a mettere in discussione la mozione

MONTESILVANO. Il presidente del Consiglio comunale non si dimette e la minoranza si rivolge al prefetto. È approdata negli uffici pescaresi di piazza Italia la querelle, tutta interna all’assemblea civica montesilvanese, che vede contrapposti quindici consiglieri da un lato, e il presidente del Consiglio municipale, Umberto Di Pasquale, dall’altro.
I primi, da tempo, invocano le dimissioni dell’esponente della maggioranza che, di contro, finora ha sempre ignorato le richieste, rifiutandosi di portare in aula i relativi ordini del giorno protocollati per chiedere la sua revoca. «C’è un palese conflitto di interessi», rimarca il consigliere di Abruzzo civico, Lino Ruggero, «per questo il presidente del Consiglio comunale, più volte sollecitato, finora si è sempre rifiutato di portare il tema in aula. È cosciente che portare il documento alla discussione dell’assemblea equivale a rinunciare all’incarico». Sono 15 i consiglieri che finora hanno mostrato la volontà di decretare un cambio al vertice dell’istituzione. Nel maggio 2017, a protocollare un’analoga richiesta erano stati i sei componenti del gruppo #Montesilvano2019. «Sin dai primi momenti del mandato», recitava il documento, «il presidente si è distinto per inappropriate capacità istituzionali che lo hanno portato sovente allo scontro con diversi consiglieri». A distanza di nove mesi da quell’iniziativa, che non ha però prodotto i risultati sperati, un nuovo ordine del giorno è stato presentato all’inizio di febbraio, sempre per sollecitare la revoca dell’incarico al presidente, responsabile (a detta dei suoi colleghi in Consiglio) di avere «una condotta palesemente orientata verso la tutela della giunta e dei rappresentanti della maggioranza, mortificando sistematicamente le aspettative di gran parte dell’assemblea».
A firmare il testo, questa volta, nove consiglieri: Paolo Rossi (Montesilvano Democratica), i 3 pentastellati Straccini, Di Carlo e Ballarini, D’Ignazio e Gabriele (Pd), Lino Ruggero di Abruzzo Civico e due componenti della maggioranza, Barbara Di Giovanni e Danilo Palumbo. Ma, anche in questo caso, il documento è rimasto lettera morta e per questo motivo il presidente della commissione garanzia, Paolo Rossi, ha deciso di rivolgersi al prefetto.
«Non comprendiamo a quale titolo possa, il presidente del assemblea, peraltro in conflitto d’interesse», si legge nella missiva, «omettere la convocazione del Consiglio comunale con il relativo ordine del giorno, nononostante che le richieste gli siano giunte da quasi un anno, la prima, e da alcuni mesi la seconda. Secondo il regolamento, la prima richiesta fu sottoscritta da almeno 1/5 dei consiglieri comunali eletti; allo stesso modo la seconda». Nei prossimi giorni il prefetto potrebbe, dunque, diffidare il presidente Di Pasquale a convocare quanto prima l’assemblea civica.
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