Di Vincenzo: «Senza sequestri il depuratore sarebbe pronto»

3 Luglio 2021

PESCARA. Dopo il rinvio a giudizio di imprenditori e vertici dell'Aca, disposto il 28 giugno scorso dal gup di Pescara sulla vicenda dell'inquinamento del fiume Pescara, Giovanni Di Vincenzo, l'impren...

PESCARA. Dopo il rinvio a giudizio di imprenditori e vertici dell'Aca, disposto il 28 giugno scorso dal gup di Pescara sulla vicenda dell'inquinamento del fiume Pescara, Giovanni Di Vincenzo, l'imprenditore che era titolare della concessione ventennale per la gestione del depuratore, finito anche lui sotto processo, interviene per chiarire la sua posizione rispetto alle accuse di cui dovrà rispondere davanti al giudice. «Sono convinto di poter dimostrare l'infondatezza delle accuse e continuo ad aver fiducia nella magistratura», afferma Di Vincenzo, «certamente quello che forse mi rammarica di più è aver perso l'occasione di poter dare a Pescara un impianto di depurazione adeguato a salvaguardare il fiume, il mare e le spiagge. Senza i sequestri il potenziamento dell'impianto sarebbe stato ultimato almeno 10 anni fa, senza costi per la comunità. Oggi, a distanza di cinque anni e nonostante le ingenti risorse pubbliche stanziate, l'impianto si trova esattamente nelle condizioni in cui lo abbiamo lasciato nel 2014, dopo che l'Aca aveva avviato la pratica di concordato preventivo e ci chiese, per non creare discontinuità, di gestire l'impianto per altri 24 mesi, quindi fino al 2016».(m.c.)