Dieci milioni alle imprese del post-sisma

Delibera della giunta a sostegno dell’economia. Analogo stanziamento alla Protezione civile
L’AQUILA. Dieci milioni a sostegno delle imprese, altrettanti per la Protezione civile. Sono i due provvedimenti varati dalla giunta regionale in piena emergenza coronavirus.
I dieci milioni a favore delle micro, piccole e medie imprese, dell’area del cratere sismico individuato dopo il terremoto dell’Aquila, arrivano attraverso il programma di sviluppo “Restart”. L’assessore alle Aree interne e Restart, Guido Quintino Liris, e l’assessore alle Attività produttive, Mauro Febbo, spiegano come «in questa fase di grave emergenza, che va ad acuire i disagi causati dal terremoto, abbiamo ritenuto necessario rendere disponibili da subito strumenti finanziari a supporto delle imprese operanti nel cratere sismico 2009». La delibera dispone un duplice canale di intervento: da un lato un’azione di agevolazione per l’accesso al credito bancario, attraverso la costituzione di un apposito Fondo di garanzia, e dall’altro, con la concessione diretta da parte della Regione di contributi a fondo perduto. «Il blocco delle tante imprese causato dal virus», concludono Liris e Febbo, «avrà un impatto economico molto vasto e assicurare da subito credito alle Pmi significa sostenere quella che è l’ossatura dell’economia abruzzese, già colpita da una crisi da cui non è mai uscita».
E il vice presidente vicario della Regione, Roberto Santangelo, aggiunge: «Insieme al presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, abbiamo presentato un emendamento al progetto di legge 160/2020 che sarà esaminato nei prossimi giorni dalle commissioni consiliari, con il quale, attraverso la creazione di un fondo di rotazione, la Regione accelera il pagamento dei debito nei confronti dei creditori, nonché quelli relativi ai programmi di interventi gestiti direttamente dalla Regione o affidati ad altri Enti in convenzione».
Nella stessa seduta di giunta, infine, sono stati stanziati 10 milioni in favore della Protezione civile, come «anticipazione di liquidità nelle more della disponibilità delle risorse statali», per la gestione dell’emergenza covid-19. «Misura indispensabile», la definisce Liris, anche assessore al Bilancio, «per consentire al soggetto attuatore l’organizzazione e la messa in opera di tutti gli essenziali interventi di soccorso e sostegno alla popolazione colpita dall’emergenza, garantendo la continuità di erogazione dei servizi di assistenza sanitaria nei territori». (r.rs.)
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