«Diego è la mia speranza: deve farcela»

6 Febbraio 2023

Nello schianto in galleria, Barbara Carota ha perso il marito e due figli, il terzo è in ospedale. I medici: condizioni stabili

MONTESILVANO. «Adesso mi resta solo Diego. Spero che possa riprendersi al più presto. Oggi lo stanno operando Appena mi sarà consentito, andrò da lui per stargli vicino». La voce flebile, rotta dal pianto, e un dolore enorme nel cuore che non le dà tregua. È distrutta Barbara Carota, moglie del campione di tennis paralimpico Andrea Silvestrone e mamma dei piccoli Brando di 8 anni e Nicole di 14 anni compiuti poco meno di un mese fa, morti sul colpo sabato mattina nell’incidente lungo l'autostrada A14, all’interno della galleria Castello dove sono in corso i lavori e per questo a doppio senso di circolazione. L’auto su cui viaggiavano il papà con i tre figli, una Citroen Picasso, per cause in via di accertamento, dopo aver preso una canaletta, è finita contro un tir che proveniva dalla direzione opposta. Ed è stata la fine per Silvestrone e due dei suoi figli, non ce l'ha fatta neppure la cagnolina di famiglia Vamos. È riuscito miracolosamente a salvarsi solo Diego, 12 anni, che insieme al fratellino più piccolo era seduto sul sedile posteriore. Ieri, nell’ospedale pediatrico Salesi di Ancona, in cui è ancora ricoverato in prognosi riservata, è stato operato al femore. Stamattina invece sarà sottoposto a un intervento maxillo-facciale. Il bollettino medico diffuso ieri parlava di condizioni stabili, ma ancora critiche. «Il bambino», riferisce il direttore Sod Anestesia e Rianimazione Pediatrica, Alessandro Simonini, «è giunto cosciente e ha raccontato gli eventi. Le condizioni cliniche al momento si mantengono stabili e soddisfacenti sul piano emodinamico, respiratorio e metabolico. Il paziente è sedato e in ventilazione meccanica, sottoposto a terapia antibiotica per la prevenzione di possibili complicanze infettive; eseguite emotrasfusioni. Per ora non vi è indicazione chirurgica per le lesioni emorragiche cerebrali che saranno monitorate con controlli Tc».
«Lui», dice mamma Barbara, «adesso è la mia speranza, la mia ragione di vita». Nella casa dei genitori, in cui attualmente si trova, è un via vai continuo di persone, di parenti, di amici, che non la lasciano sola neppure per un istante.
«Sto ricevendo tanta solidarietà e tanta vicinanza», sottolinea. «Sono venuti subito, appena saputa la notizia, il sindaco Ottavio De Martinis, Claudio Ferrante e Paolo Minnucci e molti altri che ringrazio».
Ma il suo pensiero fisso restano i figli. «Sto aspettando di ricevere notizie. Domani (oggi ndc), ci dovrebbe essere il riconoscimento». I corpi di Nicole e Brando sono all'obitorio di Fermo. E sono solo lacrime. «Erano dei capolavori. Erano belli belli. Me lo dicevano tutti». Quindi, la donna racconta ancora una volta come ha saputo della tragedia. «Stavano andando a Ravenna dai parenti di Andrea. Dopo un po’ ho iniziato a chiamarli al cellulare. Stranamente nessuno rispondeva, né Andrea, né Nicole, né Diego. Poi ho riprovato, ma niente. A questo punto, ho immaginato il peggio. Senza sapere nulla, sono andata su internet e ho digitato “incidente A14”. C’era scritto che c’erano stati dei morti. Ho capito subito che erano loro. Non ero stata ancora avvisata in quel momento dalla polizia».
Attorno a Barbara si è stretta tutta la comunità di Montesilvano e tutto l’Abruzzo. Ieri, nella cittadina adriatica, è stato lutto cittadino.
«È una tragedia», dice il sindaco De Martinis, «che ci ha scosso profondamente. Sabato, quando ho saputo quello che era successo, ho pianto per un’ora. Con Andrea c’era un legame fortissimo. E poi penso ai bambini che non ci sono più. È straziante. Andrea», continua, «l'avevo conosciuto anni fa. Era venuto da me in Comune con l'allenatrice Bruna D’Albenzio. Da quel momento è nata una amicizia. Giocavamo spesso a tennis. Era sempre solare e lanciava messaggi importanti. Adesso vogliamo stare vicino a Barbara e a Diego e continueremo a farlo».
Dopo quello che è successo, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini è pronto a convocare un tavolo di coordinamento, coinvolgendo i presidenti di Abruzzo e Marche, Aspi, prefetti e Anas, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza sull'A14 e conciliare circolazione e lavori.
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