Diga di Penne, si va verso l’emergenza

L’allarme della Cia Chieti-Pescara: «Il livello dell’acqua è sceso del 60%, agli agricoltori garantiti solo 30 giorni di fornitura»
PENNE. Il livello della diga di Penne è molto basso rispetto alle medie delle passate stagioni. Nella giornata di ieri l’invaso ha toccato quota 245,34 metri sul livello del mare. A luglio scorso, per avere un raffronto preoccupante, il livello della diga, in base ai dati forniti dal Consorzio di bonifica Centro, era di 255,13 metri sul livello del mare. Insomma, la situazione idrica dell’invaso di Penne è estremamente critica e preoccupa anche i responsabili della Cia Chieti-Pescara.
«Attualmente, il livello dell’acqua è sceso al 60% della sua capacità, garantendo solo 30 giorni di fornitura», rimarca la Cia. Diego Pasqualone, presidente Agia Abruzzo, a margine dell’incontro che si è tenuto ieri al Consorzio di bonifica Centro alla presenza anche dei sindaci del Pescarese, sollecita interventi immediati per fronteggiare l’emergenza che anche quest’anno metterà in ginocchio agricoltori e allevatori. «È cruciale salvaguardare le filiere produttive», dichiara Pasqualone. «Se la situazione non migliorerà rapidamente, alcune colture non verranno prodotte quest’anno a causa della carenza d’acqua. Dobbiamo razionare le risorse idriche disponibili per prolungare i giorni di copertura, e soprattutto dobbiamo informare immediatamente gli agricoltori che non sarà possibile effettuare il secondo raccolto». Da Cia Chieti-Pescara sottolineano con forza l’urgenza di comunicare questa situazione per consentire agli agricoltori di prendere decisioni tempestive e mitigare, per quanto possibile, gli effetti negativi della crisi idrica. «La mancanza d’acqua rappresenta una minaccia drammatica per l’agricoltura locale e richiede una risposta immediata e coordinata da parte di tutte le istituzioni e gli attori coinvolti», sottolinea il presidente Cia Chieti-Pescara, Domenico Bomba. «Invitiamo le autorità competenti a intervenire prontamente con misure straordinarie per supportare gli agricoltori in questo momento critico e a sviluppare strategie a lungo termine per affrontare le sfide legate ai cambiamenti climatici e alla gestione delle risorse idriche».

