Dighe, mancano i piani per l’emergenza

Vertice in Regione con prefetti e gestori: ecco la situazione di Campotosto e dell’impianto di Chiauci
PESCARA. Le dighe di Campotosto e Chiauci osservate speciali. In entrami i casi, così come per molte altre dighe d’Abruzzo, non esiste ancora il piano di emergenza o, più semplicemente, il piano di evacuazione nel caso in cui dovesse presentarsi una situazione di pericolo oppure di rischio.
Emerge questo, in sintesi, dal secondo tavolo di lavoro e di confronto per l’accertamento delle necessarie condizioni di staticità e sicurezza idraulica e sismica delle dighe presenti in Abruzzo. Lo ha convocato, per le 16 di ieri, il governatore Luciano D’Alfonso, e vi hanno partecipato, come il Centro ha annunciato qualche giorno fa, i dirigenti regionali impegnati nel settore Protezione civile e Genio civile, i prefetti abruzzesi, i presidenti delle Province oltre che i gestori degli impianti statali e regionali presenti nella nostra regione. Per Campotosto, l’invaso artificiale più ampio d’Europa, che può contenere fino a 200 milioni di tonnellate d’acqua, la situazione è ancora interlocutoria. La prossima settimana, hanno riferito i tecnici regionali Emidio Primavera (direttore di dipartimento) e Vittorio Di Biase (ingegnere del Genio civile) sarà completato il piano di protezione civile della terza diga presente, l’unica che ne è ancora sprovvista. Ma il documento di protezione civile non è altro che un mero elenco di numeri telefonici di persone- chiave ed enti da coinvolgere in caso di emergenza, come ha ricordato Sabatino Belmaggio, dirigente regionale definito da D’Alfonso “bravissimo” durante l’incontro. Nessuna delle tre dighe quindi ha il piano di evacuazione per i quali occorre calcolare la cosiddetta propagazione dell’onda di piena e quindi coinvolgere tutti i comuni coinvolti ed interessati. Lo stesso discorso vale per la diga di Chiauci che, pur trovandosi in Molise, farebbe sentire gli effetti di uno scongiurabile incidente anche sull’Abruzzo. D’Alfonso ha chiesto ai propri esperti di occuparsene. E questi hanno confermato che l’iter per mettere in regola Chiauci con il piano di emergenza è ancora in corso. Per la diga di Bomba, invece, siamo in fase di revisione del documento di protezione civile. Infine per Penne è in corso l’aggiornamento del piano di emergenza. Ma in tutti i casi resta in piedi un quesito: come muoversi in assenza di piani d’evacuazione? La risposta non c’è. (l.c.)

