Dilaga la bronchiolite, a rischio i bambini

13 Gennaio 2023

Nel reparto di Neonatologia, 20 ricoverati da novembre. Il primario: «È importante la prevenzione»

PESCARA. Tosse e raffreddore che possono essere aggravati da febbre, affaticamento respiratorio, inappetenza. Sono i sintomi della bronchiolite, causata dal virus respiratorio sinciziale, che colpisce i bambini al di sotto di due anni. La patologia, altamente infettante, sta mandando in affanno i pediatri, ma anche l'unità operativa complessa di Neonatologia e Terapia intensiva neonatale dell'ospedale pescarese, che attualmente ospita sette bimbi, tra i 15 e i 60 giorni di vita, ricoverati per la malattia. «È una situazione di emergenza che ci ha costretti a trasformare una stanza del reparto in Terapia intensiva per effettuare specifiche cure ai lattanti e, nei casi più gravi, anche delle intubazioni», lancia l'allarme il direttore di Neonatologia, Susanna Di Valerio. «Sette casi sembrano pochi, ma sono tanti. Da novembre abbiamo ricoverato complessivamente una ventina di neonati, tre dei quali intubati» per aggravamento della patologia dalla quale si esce in tre-quattro settimane, considerati i primi 4-5 giorni di incubazione del virus che sta ripetendo il trend dello scorso anno. Attualmente non vi sono neonati intubati nel reparto al sesto piano ala est del Santo Spirito. Il primario Di Valerio invita i genitori ad osservare il decorso della malattia e, «in caso si manifestassero i sintomi, a contattare subito il pediatra di famiglia che prescriverà la terapia adatta per ciascun paziente» oppure dirotterà al pronto soccorso, nei casi più complicati. «Questa è una emergenza nazionale, il virus colpisce i bimbi al di sotto dei due anni ed è altamente infettante, pertanto», suggerisce il direttore di Neonatologia, «consigliamo ai genitori di lavarsi accuratamente le mani prima di toccare i loro piccoli, di evitare i contatti con persone raffreddate, di evitare luoghi chiusi e affollati. La prevenzione e il rispetto di alcune semplici regole di comportamento, in questi casi, è molto importante, così come è stato con il Covid». Ad una profilassi «ancora più accurata vengono sottoposti i piccoli pazienti cardiopatici o nati prematuramente», conclude Di Valerio dicendo che «il periodo epidemico non si è ancora concluso, pensiamo che avverrà tra fine gennaio e febbraio».