Diodati: «Non scambio il posto in giunta»

L’assessore respinge la proposta di un incarico alternativo avanzata dal sindaco. E adesso scoppia anche il caso Pignoli
PESCARA. Niente incarichi alternativi per compensare la sua uscita dalla giunta. Giuliano Diodati ieri è stato chiaro al riguardo. «Voglio continuare a fare l’assessore, non accetterò altre proposte», ha detto. La sua è, in pratica, una risposta a Marco Alessandrini che, alla vigilia di Ferragosto, nel pieno della bufera politica scoppiata per la decisione del Pd e del sindaco di sostituire in giunta Diodati con Gianni Teodoro, ha teso la mano al suo assessore uscente considerandolo «una risorsa per il Pd», in grado di «poter esprimere il suo contributo, sia per il presente, che per il futuro».Una frase che lascia intendere la volontà di trovare una sistemazione politica a Diodati, con la speranza di poter bloccare la minaccia del gruppo dei dimatteiani, di cui l’assessore fa parte, di uscire dalla maggioranza della Regione, della Provincia e del Comune di Pescara. Hanno garantito l’appoggio a Diodati anche due consiglieri comunali esterni, Gabriella Lola Berardi e Adamo Scurti, esponenti della lista civica Pescara insieme bene comune.
È scoppiata una crisi dagli esiti pericolosi, dunque, al punto tale che Alessandrini è stato costretto a rinviare la nomina dei nuovi assessori Gianni Teodoro e Simona Di Carlo, in attesa che il presidente della Regione Luciano D’Alfonso prenda in mano la situazione al suo ritorno dalle ferie, previsto per domani.
Situazione alquanto complicata per il fatto che i dimatteiani hanno posto un diktat al sindaco che suona così: «O Diodati resta assessore, o si scatenerà l’inferno nelle amministrazioni locali». A cominciare da quella di Pescara, dove la maggioranza, per garantirsi l’appoggio della Lista Teodoro per i prossimi due anni di consiliatura e per le prossime elezioni amministrative, rischia di perdere tre consiglieri, ossia Tiziana Di Giampietro, del Pd, Gabriella Lola Berardi e Adamo Scurti.
Ancora peggio il caso della Provincia dove, con l’eventuale uscita di Annalisa Palozzo e Vincenzo Catani dal centrosinistra, il presidente Antonio Di Marco potrebbe non avere più la maggioranza. Del resto, le ultime dichiarazioni di Diodati sembrano smentire le voci di coloro che sostengono che l’assessore e il gruppo dei dimatteiani abbiano assunto una posizione così rigida per alzare il prezzo e ottenere una dipartita. Diodati vuole rimanere al suo posto e non intende andare via proprio ora che cominciano a vedersi i frutti del suo lavoro, sia sul bilancio con una riduzione dei tempi di pagamento dei fornitori a 45 giorni, sia nello sport, con l’annunzio di un imminente abbassamento delle tariffe degli impianti sportivi. Ma Alessandrini potrebbe perdere anche un altro consigliere, Massimiliano Pignoli, della Lista Teodoro. «Deciderò nei prossimi giorni se rimanere nella maggioranza», ha avvertito a Ferragosto durante una visita agli sfollati di Rancitelli.
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