Dipendenti privati: lo smart working torna semplificato

Non serve più l’accordo individuale siglato con l’azienda Il dietrofront per il 2022 deciso nel giro di due settimane
L'AQUILA . Torna lo smart working semplificato. La norma, inserita nel decreto Aiuti bis durante l’iter di conversione in legge da parte del Parlamento, va a ripristinare il regime di lavoro agile fino alla fine all'anno, senza necessità di firmare accordi individuali tra datore di lavoro e dipendente. Ma solo per i lavoratori del settore privato. La versione del decreto approvata dal Governo, lo scorso agosto, aveva previsto la fine del regime agevolato dello smart working.
Il testo era andato, quindi, a ripristinare il sistema in vigore prima della pandemia da Covid-19, che richiedeva un accordo individuale, sottoscritto da datore di lavoro e dipendente, per fissare tutta una serie di caratteristiche delle modalità di svolgimento del lavoro agile. Accordo non più necessario per tutto il 2022.
AUTOMATICO.
Il nuovo articolo 25-bis che riguarda lo smart working, approvato in Senato, ha reintrodotto la possibilità di attivare lo smart working senza accordo formale. È in realtà una proroga tardiva, che arriva dopo la scadenza del regime semplificato, fissata al 1° settembre scorso. Diverse aziende in queste due settimane hanno, quindi, dovuto procedere alla stipula di accordi individuali con i propri dipendenti.
Ma per chi ancora non ha provveduto, si apre la possibilità di attivare il lavoro a distanza in automatico, senza accordo scritto. Il testo del decreto Aiuti bis, approvato in Senato il 14 settembre, ha già ricevuto un nuovo via libera della Camera per l’esame delle modifiche sul tetto massimo di 240mila euro agli stipendi nelle pubbliche amministrazioni.
QUANTO DURA.
Per diventare legge a tutti gli effetti dovrà passare di nuovo a Palazzo Madama. Solo dal 2023, salvo ulteriori proroghe, gli accordi individuali saranno, quindi, necessari.
L'accordo tra dipendente e azienda, quando sarà nuovamente richiesto, dovrà contenere informazioni come la durata stessa dell’accordo, la previsione di periodi di lavoro alternati tra casa e ufficio, specifiche sui poteri direttivi del datore di lavoro, tempi di riposo ed eventuali percorsi formativi per svolgere le mansioni in modalità agile.
LAVORATORI FRAGILI.
Il decreto Aiuti bis ha prorogato, sempre fino al 31 dicembre 2022, anche lo smart working per lavoratori fragili e per i genitori con figli sotto i 14 anni, anche senza accordo aziendale.
La misura è stata finanziata con 18,66 milioni di euro, coperti per 8 milioni attraverso il Fondo sociale per l'occupazione del ministero del Lavoro e per 10,66 milioni di euro con la riduzione del Fondo per le politiche attive del lavoro.
Le due categorie, lavoratori fragili o con figli under 14, dal 1° agosto erano prive della tutela di legge per il ricorso allo smart working essendo scaduta il 31 luglio 2022 la possibilità di accedere automaticamente al lavoro agile.
In molte aziende questi lavoratori sono dovuti tornare in presenza oppure si sono dovuti attenere alle modalità previste dagli accordi aziendali sullo smart working, che le imprese hanno firmato con le rappresentanze sindacali. (m.p.)
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