Dirette Facebook tutti i giorni per spingere l’assassino a confessare

PESCARA. «La tua decisione di confessare sarà ripagata dalla tua rinascita e nessuno potrà condannarti». Parla al cuore dell’assassino del figlio, Laura Lamaletto, convinta che sia vicino, convinta...
PESCARA. «La tua decisione di confessare sarà ripagata dalla tua rinascita e nessuno potrà condannarti». Parla al cuore dell’assassino del figlio, Laura Lamaletto, convinta che sia vicino, convinta che in qualche modo la possa ascoltare. Ormai ogni giorno, in diretta Facebook, si rivolge direttamente alla coscienza di chi ha sparato due colpi di pistola al suo ragazzo che sabato avrebbe compiuto 29 anni.
Guidata dal suo istinto di mamma, Laura è convinta che il figlio si sia fidato, e che l’assassino non voleva ucciderlo. Un giovane, come suo figlio, che con l’omicidio ha toccato il fondo della sua vita già sgangherata e che adesso è corroso dal rimorso e dalla certezza che ormai sia finito su una strada di non ritorno. È questo il quadro che ha in testa mamma Laura che a tre settimane dalla scomparsa del figlio ripete all’assassino «non ti odio». E si rivolge a lui quasi come una mamma, senza condannarlo, ma tendendogli la mano verso la via del riscatto: «So che sei una vittima di questa società, so anche che hai le tue sicurezze nel tuo mondo. Immagino che tu possa pensare che la vita è fatta del peggio, di guerra, crimini e rapine; lo so che confessare la verità di Ale fa tremare le tue sicurezze; lo so che hai paura; lo so che ti rivedi quella scena mille volte; che ti tormenti, che non riesci a dormire la notte. E allora io ti chiedo: vuoi chiamare vita questo?».
Parole con cui la madre di Alessandro sembra disegnare l’identikit del killer. Un giovane, una cattiva compagnia tra le compagnie di tutti i tipi che costellavano la vita di Alessandro, qualcuno che ha puntato la pistola al fianco del figlio forse solo per spaventarlo. E poi Ale si è mosso, gli avrà detto “ma che ti viene in mente”, avrà cercato di spostare quell’arma e il colpo è partito. Il primo. Seguito dal secondo, alla testa, che però è la firma di chi con le pistole qualche familiarità ce l’ha, troppa freddezza. Ma poi sono arrivati i giorni del rimorso e della paura, dice mamma Laura che al killer ripete: «Sono sicura che ti starai persino dicendo, forse se confesso sopporterò meglio questa sofferenza. Io ti assicuro che la tua decisione di confessare sarà ripagata dal tuo coraggio, dalla tua rinascita come persona. La tua vita sarà ripagata dall’impegno che avrai preso con te stesso per la tua trasformazione, e nessuno potrà condannarti perché tu troverai la parte migliore di te. Sono sicura che ce l’hai la parte migliore di te, che è molto più importante della paura e della sofferenza che senti in questo momento. Per favore confessa, non permettere che Ale sia morto invano». (s.d.l.)

