Diritto di recesso? Sempre molto difficile

Cambiare un prodotto acquistato in negozio non è cosa necessariamente dovuta. E, in ogni caso, non è nient’affatto scontata. A mettere in guardia gli acquirenti è Confcommercio, che spiega quando...
Cambiare un prodotto acquistato in negozio non è cosa necessariamente dovuta. E, in ogni caso, non è nient’affatto scontata. A mettere in guardia gli acquirenti è Confcommercio, che spiega quando è possibile esercitare il diritto di recesso. Il «ripensamento», che consente al compratore di restituire la merce acquistata con il conseguente rimborso automatico del prezzo pagato, può essere esercitato dal consumatore soltanto nel caso di acquisti commissionati a distanza (vendite on-line) o fuori dai locali commerciali, quindi a domicilio. Il consumatore che decide di acquistare un prodotto in un negozio non ha quindi il diritto di ripensarci, quindi di restituire la merce acquistata, a meno che questa non presenti un vizio o un evidente difetto di fabbrica. Soprattutto nel periodo dei saldi, occorre ricordare che è sempre meglio provare l’articolo scelto, perché la possibilità di restitituire la merce in vista di un cambio o di un rimborso non è in nessun caso garantita da leggi o regolamenti, per cui la contestazione resta un discorso sempre molto controverso senza alcuna certezza di avere soddisfazione. Se si è incerti sull’acquisto sarà utile chiedere al negoziante se è possibile effettuare un cambio e il limite di tempo per farlo. Se il commerciante accetterà di cambiare o sostituire il bene acquistato, il che è a sua completa discrezione, il consumatore deve comunque ricordarsi di conservare sempre lo scontrino. (pa.to.)

