Discarica di Bussi, il sindaco da Marsilio

6 Maggio 2020

Anche per il presidente della Regione è prioritario avviare i lavori per la bonifica definitiva dell'area

BUSSI SUL TIRINO. Il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio ha manifestato, ieri mattina, a Palazzo Silone all’Aquila, in un incontro sulla questione della bonifica dei terreni inquinati di Bussi con il sindaco di Bussi Salvatore La Gatta, l’assessore regionale con delega ai rifiuti Nicola Campitelli e il consigliere Fabrizio Montepara, componente della Commissione speciale per il sito di Bussi, sintonia di intenti con Lagatta sul procedimento in atto, teso ad avviare la bonifica delle zone inquinate, limitrofe alla discarica dei veleni, individuate con le sigle 2A e 2B.
Concordanza di idee sulle preoccupazioni inerenti la questione della scelta del ministero dell'Ambiente di consentire a Edison di redigere un progetto di bonifica di quelle aree e poi di eseguirla. Per loro infatti non si tratta di tempi, che si dilaterebbero per l'approntamento del progetto e l'esecuzione delle opere, ma di una scelta di indirizzo completamente errata e in contrasto con le determinazioni finora acquisite per la esecuzione della bonifica, ritardate dai vari procedimenti giudiziari che alla fine hanno sentenziato che l'inquinatore deve pagare (non si parla di eseguire), in questo caso Edison, l'onere delle opere di bonifica. E bonifica, fa notare Lagatta, significa «risanamento integrale del territorio interessato. E non, magari, un semplice tombamento che impedirebbe poi di poter riutilizzare quei terreni per nuovi insediamenti industriali». Risale, del resto, all'aprile del 2017 lo svolgimento della gara d'appalto che vide l'assegnazione dell'esecuzione di quelle opere, dopo altri passaggi conclusisi nel febbraio 2018, al raggruppamento di imprese guidato dal colosso belga Dec-Deme e composto da Safond Martini srl, Elios Ambiente srl, Sidra società italiana dragaggi spa e cooperativa San Martino società coop, che si aggiudicò la gara europea di circa 50 milioni di euro, svolta dal compianto commissario di bacino Adriano Goio, che operò soprattutto sulla vicina discarica Tremonti realizzando il “cupping” e la palancolata, lungo il confine della discarica con il fiume Pescara. Somma che comunque, a lavori finiti, dovrà essere ripianata dalla Edison quale responsabile dell'inquinamento.
Atteso tutto ciò «è il Ministero», dice Lagatta, «che deve firmare immediatamente il contratto con la ditta aggiudicataria della gara, sapendo che può presentare il conto alla Edison». E su questa base lo scorso 27 aprile ha diffidato il dicastero, rinnovando per l'ennesima volta la richiesta di avviare immediatamente le opere di bonifica a fronte di una gara di affidamento già svolta, che prevede la bonifica integrale di quel territorio e non una meno impegnativa messa in sicurezza, e della disponibilità dei fondi necessari e ancora disponibili.
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