Discarica, diatriba sulla bonifica La Moligean: «Tocca a Edison»

14 Ottobre 2021

BOLOGNANO. La vicenda politico-giudiziaria tra il sindaco di Bolognano, Guido Di Bartolomeo, e la società Moligean, amministrata da Federica Ederle, si arricchisce di un altro capitolo. La storia...

BOLOGNANO. La vicenda politico-giudiziaria tra il sindaco di Bolognano, Guido Di Bartolomeo, e la società Moligean, amministrata da Federica Ederle, si arricchisce di un altro capitolo.
La storia infinita è collegata alle annose e delicate vicende della mega discarica di rifiuti tossici e nocivi di Bussi e delle zone limitrofe interessate, come appunto quella dove insiste la struttura della Moligean che il Comune di Bolognano (con ordinanze varie, alcune anche ritirate) sta cercando di far abbattere a spese della stessa società, per mandare avanti la bonifica di Edison. L’ultima denuncia del sindaco ha fatto iscrivere nel registro degli indagati, come atto dovuto, Ederle (alla quale non è mai stato notificato però nessun avviso di garanzia), per inosservanza dei provvedimenti dell'autorità. E, in nome della Moligean, quest'ultima interviene per fare chiarezza sulla posizione della società. «Di sicuro», scrive Federica Ederle, «oggi nei confronti della Moligean c’è solo l’ordinanza di presentare un progetto di messa in sicurezza degli immobili, che sto approntando e consegnerò a brevissimo. L’ordine di esecuzione è stato sospeso dal Tar e il Consiglio di Stato ha confermato quella decisione. Quindi è certamente errato affermare che Moligean ha avuto l'ordine di demolizione». Ederle non vuole sentir parlare della sua società come se fosse l’origine di tutti i mali «ed Edison la vittima, quando è esattamente il contrario».
«Moligean», prosegue l'amministratrice, «è venuta in possesso dell’area per fini urbanistico-edilizi: il Prg è stato redatto molto prima della scoperta della contaminazione e la lottizzazione serviva per dare vita al paese. La parte restante, Moligean voleva destinarla a un progetto di museo archeologico industriale per ridare vita a quei luoghi abbandonati».
Le prese di posizione del sindaco Di Bartolomeo e del consigliere regionale di Fratelli d'Italia, Guerino Testa, hanno portato la Moligean a prendere una posizione rigida sulla vicenda. «Edison», spiega Ederle, «non è affatto bloccata nei lavori: ne ha molti da fare nelle zone libere da edifici. Inoltre, che sette carotaggi blocchino la bonifica è cosa risibile oggi. Che Edison provveda alla sicurezza dei suoi lavoratori come meglio crede, con percorsi protetti o abbattendo i fabbricati se preferisce: Moligean può dare l’assenso a qualsiasi soluzione Edison scelga, ma non si può chiederle di intervenire in prima persona, lei che è totalmente estranea all’inquinamento, anzi ne è la prima vittima. Se è vero che chi inquina paga», conclude Ederle, «come stabilisce la normativa europea, perché qui dovrebbe pagare chi è stato inquinato? Edison è assolutamente in grado di fare da sola: non si capisce quale origine giuridica abbia questa facilitazione. Vorrei poi ricordare che sui fabbricati non sono ancora state verificate le analisi e queste indagini dovrebbero spettare a Edison, ma ancora non si è fatto nulla. Però i solleciti vengono inviati solo a Moligean».
L'inchiesta della procura è scattata a seguito dell’ultima ordinanza sindacale che dava alla società 60 giorni di tempo per procedere alla «demolizione delle parti totalmente fatiscenti e a rischio crollo». Ma è proprio questo il punto controverso: il Tar, con la sua ultima ordinanza dell’aprile scorso, chiedeva alla Moligean la presentazione di un progetto di demolizione e messa in sicurezza, quella che a giorni verrà presentata.