Discariche abusive, scoppia la protesta

21 Luglio 2014

Montesilvano, aumentano le zone con i rifiuti abbandonati. I residenti esasperati chiedono aiuto

MONTESILVANO. Divani, pneumatici, passeggini e vasche da bagno. Sono solo alcune delle tipologie di rifiuti che compongono le numerose discariche abusive che ciclicamente nascono in varie zone della città. A cominciare da una delle aree più degradate di Montesilvano, via Rimini, la traversa di via Chiarini nella quale sorgono gli alloggi popolari del Comune di Montesilvano. Da sempre, infatti, il piazzale dove affacciano gli alti edifici popolari è letteralmente invaso da rifiuti di ogni genere abbandonati non soltanto dai residenti della zona, ma anche da chi, nelle ore notturne, approfitta dello stato di degrado esistente per disfarsi dei propri scarti, soprattutto rifiuti ingombranti e materiali edili di difficile smaltimento.

La frequenza con la quale le discariche abusive spuntano in via Rimini e la loro portata, infatti, non può essere attribuibile a semplici traslochi dei residenti e alla presenza di vari rigattieri che abitano in zona, ma piuttosto a scarichi esterni. A comporre l'ultima catasta comparsa qualche giorno fa vicino ai cassonetti dell’immondizia e proprio sotto le finestre degli inquilini dei primi piani ci sono materassi, televisori, frigoriferi, armadi, finestre e addirittura una vasca da bagno con idromassaggio.

«Di recente», lamentano i residenti, «alcuni rifiuti sono stati accatastati sul campetto dove dovrebbero giocare i bambini e poi dati alle fiamme e questo ha creato una grande macchia di plastica bruciata, olio e catrame ancora visibile».

Non molto diversa la situazione in altre zone della città che, a causa della loro scarsa visibilità nelle ore notturne, vengono utilizzate troppo spesso come luoghi di scarico. Succede, ad esempio, in via Saragat, la strada che corre parallela al lungomare e alla nazionale, dove alle spalle del tracciato ferroviario sono diverse le discariche abusive che si incontrano. Anche in questo caso sono divani, pneumatici, sanitari, calcinacci e scarti edili di ogni genere a creare degrado soprattutto in prossimità dei cavalcavia e a pochi passi dalle abitazioni. A nulla sono valse le recinzioni installate su questa strada dalla passata amministrazione per limitare il fenomeno dal momento che i trasgressori lanciano addirittura i rifiuti al di là delle reti rendendo ancor più difficile la rimozione delle discariche. Tra i bersagli presi di mira dall’incuria e dall’inciviltà umana anche il lungofiume Saline trasformato negli anni nella discarica lineare più lunga d’Europa. E’ a pochi passi dalle acque fluviali, infatti, che sorgono decine di cumuli di rifiuti, a volte molto pericolosi come Eternit, vernici e solventi, che spesso anche in questo caso vengono dati alle fiamme. Per contrastare il fenomeno delle discariche abusive lungo il fiume Saline la passata amministrazione aveva avviato le procedure per dar vita ad una convenzione con le Gev (guardie ecologiche volontarie) della Provinciama il progetto è rimasto fermo al palo.

Antonella Luccitti

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