Discesa rapida: in due settimane dimezzati i pazienti in intensiva

Meno 6mila i contagi. Ancora in crescita i morti, ma per Albani «questo dato non è veritiero»
«Vediamo finalmente la luce in fondo al tunnel»: ora lo dice senza mezzi termini anche il responsabile regionale delle emergenze sanitarie Alberto Albani. Del resto i parametri della pandemia in regione sono in calo evidente. Il primo parametro a imboccare la discesa è stato quello sui contagi, l’ultimo quello sui ricoveri ordinari. Ma il record è dell’occupazione delle terapie intensive, che dal 7 febbraio a ieri – quindi solo due settimane – si è dimezzata. Tanto da scendere persino sotto la soglia da zona gialla – colore in cui l’Abruzzo è entrato solo ieri dopo settimane in arancione – facendo intravedere un possibile ritorno a breve in zona bianca.
L’unico parametro che si mostra di nuovo in crescita, dopo aver imboccato la discesa a fine gennaio, è quello delle vittime. «Ma è un dato che non corrisponde alla verità ed è in contraddizione con la discesa dell’occupazione delle terapie intensive», spiega Albani, «il conto riporta infatti i decessi “con Covid”, cioè anche di chi è morto per altre patologie ma era positivo. I decessi “per Covid” sono in realtà in netto calo. È ora che il sistema di conteggio venga rivisto a livello nazionale». Continua l’esperto: «In ogni caso anche il dato sui decessi è destinato a tornare a scendere. Così come quello dei contagi e delle terapie intensive che sono in discesa rapida e quello sui ricoveri ordinari che invece per ora cala meno velocemente. Nuove varianti permettendo, quella in arrivo sarà per noi una primavera tranquilla».
CONTAGI IN DISCESA
DA PIù DI UN MESE
Il picco dei contagi della quarta ondata condizionata dalla variante Omicron c’è stato l’8 gennaio, poi è partita la discesa. Che a febbraio ha accelerato: nella prima settimana del mese i nuovi casi in regione sono stati 16.856, nella seconda 12.323 e nella terza – quella che si è conclusa ieri con il risultato dei tamponi effettuati domenica – 10.441. In due settimane, quindi, il calo è stato di 6.415 casi, pari a una discesa del 38%.
Secondo il bollettino quotidiano della Regione, ieri i nuovi positivi sono stati 647, il lunedì precedente 724. I nuovi casi sono stati scovati attraverso 1.451 test molecolari e 4.376 antigenici rapidi: il tasso di positività dei tamponi è stato quindi dell’11,10%. I guariti nelle ultime 24 ore sono stati molti più dei contagiati: ben 1.877. Questo ha permesso al numero egli attualmente positivi in Abruzzo di scendere a 91.768.
La più giovane dei nuovi positivi è una bimba di 3 mesi, la più anziana una 95enne, entrambe del Teramano. Proprio quella di Teramo è stata la provincia più colpita nelle ultime 24 ore con 209 nuovi casi. A seguire il Chietino con 158 contagiati, il Pescarese con 139 e l’Aquilano con 117. Tra le città è però ancora Pescara quella con più nuovi casi – 58 – seguita dall’Aquila con 29 e Teramo con 26. Poi Montesilvano con 20 positivi, Avezzano con 18, Chieti con 16, Vasto con 15, Lanciano con 13, Francavilla al Mare con 12 e Giulianova, Roseto degli Abruzzi e Spoltore con 10.
COMPLICANZE: IL CALO
A TRE VELOCITà DIVERSE
A differenza dei contagi, come anticipato il calo delle complicanze del virus corre a tre velocità diverse.
La più rapida è la discesa del numero dei pazienti in terapia intensiva: il 7 febbraio i ricoverati nelle rianimazioni abruzzesi erano 34, il 14 del mese erano 25, mentre ieri erano 17. Il calo quindi è stato del 50% in due settimane, tanto da consentire all’Abruzzo di tornare dalla zona arancione al giallo e ora di rincorrere il bianco. La soglia del tasso di occupazione per rientrare al colore con meno restrizioni è il 9% e le terapie intensive si trovano proprio sulla soglia.
È al -14%, invece, la discesa dei pazienti nei reparti ordinari. Il 7 febbraio erano 510, poi, pochi giorni dopo, è cominciato il calo: il 14 del mese erano 492, ieri 437. Il tasso di occupazione dei posti letto nei reparti di area medica abruzzesi è quindi scesa al 32%. Seppure in calo, si tratta del dato più alto in Italia, davanti al 31% di Sicilia e Calabria e ben al di sopra della media nazionale del 20%.
Dopo la discesa imboccata a fine gennaio, a febbraio è invece tornato a salire il numero delle vittime, anche se Albani ritiene sia condizionato dal sistema di rilevamento che prende in considerazione anche i decessi “con Covid” e non solo quelli “per Covid”. Nella prima settimana del mese i decessi sono stati 35, nella seconda 37 e nella terza 44, con una crescita in 15 giorni del 26%.
Il bollettino regionale di ieri ha portato il tragico conto delle vittime dall’inizio della pandemia a 2.927, segnalando altri cinque decessi: quello di un 74enne di Vasto, quello di un 75enne di Pineto e quello di una 88enne di Lanciano, mentre altri due risalgono ai giorni scorsi.

