Disegno Spiderman grazie a nonna Loretta

29 Ottobre 2016

Simone Bianchi, lucchese, ha lavorato a lungo per la Marvel George Lucas ha voluto la sua cover di Guerre Stellari

LUCCA. Nel 2015 George Lucas ha voluto la cover originale di Guerre Stellari a fumetti da lui realizzata per la Marvel. Quest'anno, invece, è tornato a lavorare anche per Bonelli editore, firmando la copertina del numero 200 di Dampyr. Edizione dopo edizione, i Comics segnano sempre una svolta nella carriera di Simone Bianchi. Lucchese, 44 anni, da dieci è uno degli illustratori di punta della Marvel, per cui ha disegnato tutti i supereroi (Spiderman, Wolverine, Thor...) fino ai personaggi della saga di Lucas. Chiuso due mesi fa il contratto che lo legava in esclusiva al colosso statunitense, ora Bianchi potrà dedicarsi ad altro. Detto fatto: Bonelli lo ha subito chiamato per Dampyr, il cui numero 200 con la sua copertina uscirà in tiratura limitata proprio durante la rassegna di Lucca, che in quest’edizione celebra mezzo secolo di vita.

Dove la potranno trovare i suoi fan?

«Come ogni anno, avrò il mio stand doppio in piazza del Giglio. Ma sarò presente giornalmente anche al padiglione Bonelli per il firma-copie. Inoltre terrò un incontro-conferenza, cui tengo molto perché non ne avevo più fatte da molto tempo, nel corso della quale parlerò del mio lavoro, dagli inizi fino all'esperienza decennale con la Marvel: è in programma lunedì 1 novembre alle 16,30 nell'auditorium di piazza San Martino. Con me ci sarà Emanuele Vietina, condirettore di Lucca Comics and Games, ma soprattutto mio amico».

Ed è amico per la pelle dei Comics. Quando la prima volta?

«Avevo quattro anni, mi ci portava mio madre (Giampaolo, pittore, ndr). Da allora, prima da visitatore poi da autore, ho perso solo tre edizioni, dal 1989 al 1992, quando la passione per i fumetti venne temporaneamente offuscata da quella per la musica».

Com'è nata la passione?

«Grazie alla mia nonna Loretta, che mi comprava in edicola gli albi dell'editoriale Corno, sui quali venivano pubblicate in Italia le storie dei supereroi Marvel: mi innamorai subito di quei personaggi. Con i Comics sotto casa, poi, ho potuto mantenere sempre viva questa passione».

L'esordio dall'altra parte degli stand?

«Venti anni fa: è un anniversario anche per me, oltre che per il Salone. E nel 2005 realizzai il poster ufficiale della rassegna, oltreché una mostra, intitolata “Profeta in patria” ».

Che cosa ha significato, per lei, questa manifestazione?

«Da piccolo era il mondo della mia passione. Poi, quando è diventata anche un lavoro, i Comics mi hanno dato la grande opportunità di farmi conoscere. Ma è stata determinante anche la possibilità di incontrare i grandi autori: alla fiera li ho conosciuti tutti, compreso il mio maestro Claudio Castellini (disegnatore per Bonelli e per la Marvel, ndr)».

Da disegnatore puro di fumetti, le piace l'allargamento della rassegna a molti altri generi?

«Sì, mi fa piacere che sia diventata una manifestazione così gigantesca e variegata. Non mi piace, però, che l'attenzione dei media si sia spostata dal lavoro autoriale in genere – fumetti, giochi, videogiochi, libri fantasy – ad altro che non c'entra niente: mi riferisco ai cosplayer. Giornali, riviste e tv si concentrano su questo fenomeno come se ormai fosse divenuta l'unica attrattiva del Salone. In realtà gli appassionati che ogni anno arrivano a Lucca da tutte le parti d'Italia e dall'estero non si muovono per vedere i cosplayer».