Dispetti e violenze alla coinquilina Scattano la multa e il risarcimento

13 Marzo 2019

PESCARA. Dividere un appartamento con qualcuno ha sicuramente dei vantaggi perché si dividono le spese e si risparmia qualcosa. Tra coinquilini, però, non fila sempre tutto liscio. E dividere lo...

PESCARA. Dividere un appartamento con qualcuno ha sicuramente dei vantaggi perché si dividono le spese e si risparmia qualcosa. Tra coinquilini, però, non fila sempre tutto liscio. E dividere lo stesso tetto con altri, può diventare una sorta di incubo. È quello che sarebbe accaduto a una pescarese di 67 anni, che per alcuni mesi avrebbe subito dalle due coinquiline angherie di ogni genere. Una delle due, una 56enne ucraina, è stata condannata dal giudice di pace, Gaetano Marano, al pagamento di una multa pari a 600 euro per lesioni ai danni della 67enne. La vittima, assistita dall'avvocato Lorella Cipollone, dovrà essere risarcita con mille euro.
A fare da teatro alla vicenda, datata 2016, un appartamento che si trova al centro di Pescara. Stando alla denuncia della 67enne, le due coinquiline avrebbero reso la convivenza impossibile: sporcavano casa intenzionalmente costringendo la 67enne a pulire, vietavano di aprire la finestra del bagno per fare circolare l'aria, impregnavano gli stracci di varechina per poi appenderli sotto la finestra della malcapitata in modo da farle respirare i vapori tossici. In un caso, ad agosto 2016, avrebbero spruzzato l'insetticida vicino alla porta della sua stanza in quantità tale da costringere la vittima a ricorrere alle cure di un medico, per dolori allo stomaco. Anche in questa circostanza, stando sempre alla denuncia della 67enne, le avrebbero impedito di aprire la finestra rivolgendosi a lei con queste parole: «Devi soffocare».
In più occasioni, a suo dire, sarebbe stata persino minacciata di morte. In base a quanto riferito dalla 67enne, prima di lei altre tre coinquiline sarebbero state costrette ad andare via lamentando gli stessi disagi. L'ultima vessazione risalirebbe a dicembre di tre anni fa, quando una delle due coinquiline prima avrebbe spruzzato ingenti quantità di insetticida nella stanza della vittima e poi, vistasi scoperta, avrebbe aggredito la 67enne con un contenitore di plastica, costringendola ancora una volta a rivolgersi alla polizia e a farsi medicare. L'episodio oggetto del procedimento dinanzi al giudice di pace e per cui l'ucraina è stata condannata risale invece al 6 settembre 2016, quando l'imputata avrebbe colpito al volto la vittima procurandole «intenzionalmente», si legge nel capo di imputazione, «lesioni personali (graffio emi-volto destro e sotto-palpebrale sinistro), giudicate guaribili in sette giorni».
Marianna Ventura