Dive e divine della haute couture Scatti di De Antonis

TERAMO. Fotografo di dee, dive, sacri mostri. Testimone e narratore della vera grande bellezza italiana, il maestro teramano Pasquale De Antonis (1908-2001) accostò nelle sue insuperabili immagini le...
TERAMO. Fotografo di dee, dive, sacri mostri. Testimone e narratore della vera grande bellezza italiana, il maestro teramano Pasquale De Antonis (1908-2001) accostò nelle sue insuperabili immagini le icone identitarie nazionali: belle donne, alta moda, vestigia e monumenti dell'antichità classica e rinascimentali palazzi patrizi romani. L'arte fotografica di De Antonis è raccontata in un'importante mostra allestita dal 3 luglio al 31 ottobre dai Musei civici di Pesaro (vernice il 2 alle ore 18).
Promossa dal Comune marchigiano, e realizzata grazie alla disponibilità di Riccardo De Antonis, che dal padre ha ereditato talento e professione, l'esposizione “Pasquale De Antonis. La fotografia di moda” è una carrellata di 150 scatti: 130 foto dedicate alle sontuose creazioni della haute couture italiana sono in rassegna a palazzo Mosca; 20 morbidi ritratti di divine, da Sophia Loren a Gina Lollobrigida ad Anna Maria Guarnieri, possono essere ammirati in una sala dell'hotel Excelsior. Spiega l'organizzazione Pesaro Musei: «Abbiamo colto l'occasione di partecipare alla manifestazione che coinvolge molte cittadine della riviera adriatica, tuttavia abbiamo voluto esprimerci con un progetto complesso e articolato. Sentivamo il bisogno di nobilitare la figura femminile attraverso la visione di un fotografo d'eccellenza, far conoscere il suo sguardo, destinato a raccontare con estrema eleganza i primi passi delle case di moda».
In mostra a palazzo Mosca un saggio significativo dei servizi fotografici realizzati da Pasquale De Antonis per le maggiori firme della moda italiana, da Schubert alle sorelle Fontana, molti pubblicati su Vogue e Harper's Bazar. Fotografie che per la prima volta liberavano le modelle dal chiuso degli atelier per ritrarle tra le bellezze della Roma archeologica e monumentale.
Non solo in questo De Antonis fu innovatore. L'autore teramano fu pioniere della fotografia antropologica, con i suoi reportage delle arcaiche feste popolari abruzzesi, nonché testimone della nascita del teatro italiano di regia (Visconti, Ronconi, Strehler) e del cinema neorealista. Sul catalogo della mostra Diego Mormorio, storico e critico della fotografia, scrive di De Antonis: «Fotografo per inclinazione, per mestiere e per divertimento. Insieme a Giacomelli, il più grande fotografo italiano del Novecento. Ma dal fotografo di Senigallia completamente diverso. De Antonis conosceva ogni segreto della fotografia. Era tecnicamente un “mostro”. Poteva fare ogni genere di fotografie, così come di ogni genere ne ha fatte, da quando aveva 19 anni». Info: 0721387541, numero verde 800961993 (prenotazioni per le scuole), pesaromusei.it.
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