«Dodici milioni per l’agricoltura»

Martina: disponibilità immediata di risorse per le imprese danneggiate o inagibili
ROMA. Disponibilità immediata di dodici milioni di euro di risorse economiche per gli agricoltori dei territori colpiti dal sisma e ripristino delle tante infrastrutture rurali danneggiate o inagibili, allevamenti e agriturismi in particolare.
Hanno preso il via i primi interventi del ministero delle Politiche agricole. Ieri il ministro Maurizio Martina ha incontrato nei suoi uffici gli assessori all’Agricoltura delle quattro Regioni coinvolte dal sisma, Carlo Hausmann (Lazio), Anna Casini (Marche), Fernanda Cecchini (Umbria) e Dino Pepe (Abruzzo), oltre a rappresentanti del Corpo Forestale dello Stato, del dipartimento della Protezione civile, di Agea e Ismea. Obiettivo fare il punto sulle questioni più immediate dei territori. «È stato un incontro utile e molto operativo per fare un primo ragionamento sul lavoro da fare», ha detto Martina che con gli assessori ha condiviso la necessità di lavorare su un progetto strategico per il rilancio delle attività agroalimentari e agricole dell’area, con particolare attenzione alla zootecnia. «Perché - ha detto il ministro - avere oggi un progetto è una questione di sopravvivenza e di futuro per le comunità colpite». Per quanto riguarda la liquidità delle risorse, il ministro ha spiegato che sale l’anticipo del pagamento dei fondi di sviluppo rurale da parte di Agea per un importo di circa 7 milioni di euro, che si aggiungono ai 5 milioni già decisi da erogare entro la metà del mese prossimo. Ma si lavora anche su alcune leve finanziarie da proporre, ha detto Martina, «in particolare la possibilità di recuperare risorse in un meccanismo già utilizzato per il terremoto dell’Emilia, di anticipo della quota dei contributi statali del cofinanziamento regionale, per poter avere un margine di risorse da utilizzare».
Soddisfatte le organizzazioni agricole dell’immediata disponibilità di risorse. Per la Coldiretti «l’anticipo dei fondi comunitari, insieme alle altre misure fiscali, sono necessarie per lenire una situazione di grave difficoltà ma occorre procedere al più presto alle verifiche dei danni». Le stime della Coldiretti parlano di «quasi mille aziende agricole delle campagne terremotate dove si sono verificati danni strutturali alle case, alle stalle e ai fabbricati rurali ma anche perdite di mercato per la difficile collocazione del prodotto, costi aggiuntivi per la sistemazione degli animali sfollati con seimila pecore e mucche presenti nella zona ora anche colpita dal maltempo fino al crollo delle presenze negli agriturismi per la paura del sisma». Per la Cia si tratta di «un primo importante punto di partenza, perché aiutare la ricostruzione e il rilancio delle attività del settore è fondamentale per mantenere vivo il tessuto economico dell'area».
Unioncamere intanto ha presentato i dati complessivi sulle aziende del territorio: poco più di 3.700 imprese, 670 delle quali con sede ad Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, e oltre 5mila addetti.

