Domus Mariae, suore pronte a vendere

10 Febbraio 2018

Lasciano lo storico istituto di via Manzoni. Spunta un acquirente: una scuola privata di recupero. Il prezzo? Sei milioni

PESCARA. Sono andati fino alla Curia generalizia delle Suore della Carità, a Roma, a implorare un ripensamento che evitasse a 42 dipendenti della scuola di ritrovarsi in mezzo a una strada, e alla città intera di perdere un’istituzione come lo storico istituto delle Domus Mariae di via Manzoni. Ci ha provato perfino l’arcivescovo Valentinetti a convincere le suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret a tenere ancora aperta la porta alla Fondazione Santa Caterina rinnovando ancora una volta, per altri due anni, il contratto d’affitto che scade il prossimo 30 settembre.
Ma niente da fare, o comprate o andate via, hanno risposto i vertici dell’Ordine romano che a Pescara hanno visto ridotto a otto, dalle venti di qualche anno fa, il numero delle suore rimaste ad abitare la Casa di via Manzoni. Una porta aperta l’hanno lasciata, garantendo alla Scuola la possibilità di restare un anno ancora, anche due. Ma con l’eventuale applicazione di una penale che avrebbe fatto lievitare i costi già pesanti dell’affitto. È questo il retroscena del trasferimento forzato che consentirà alle Domus Mariae di andare comunque avanti, dopo circa cinquant’anni di attività, inaugurando il prossimo anno scolastico in via Pizzoferrato, ai Colli.
Grazie all’ospitalità delle suore della Presentazione che rispondendo all’appello, loro sì, dell’arcivescovo Valentinetti, hanno accettato di accogliere le Domus con l’impegno della Fondazione ad assorbire i loro pochi insegnanti, rimasti a corto anche di alunni. Ma se ormai è ufficiale il trasferimento delle Domus in via Pizzoferrato, tanto da aver ospitato lì, ieri, l’Open day dell’istituto, resta un mistero il futuro dell’edificio di via Manzoni. È vero, è da almeno dieci anni che le suore della Carità dicevano di voler vendere. Ma senza mai arrivare all’aut aut che invece hanno posto adesso agli inquilini. È proprio questa determinazione ad alimentare le indiscrezioni che si rincorrono. Indiscrezioni che non trovano conferma nella sede pescarese delle Suore né alla Curia gentilizia di Roma dove, più volte raggiunta telefonicamente dal Centro, non è stato possibile parlare con la responsabile. Ma che raccontano, da più parti, del reale interessamento all’acquisto da parte di una scuola di recupero privata di fuori. Un’ipotesi che consentirebbe di superare anche l’ostacolo che in questi anni si è frapposto alla volontà di vendere delle suore. Vale a dire l’impossibilità al cambio di destinazione d’uso dell’edificio che si sviluppa su circa seimila metri quadrati distribuiti tra il piano seminterrato, il piano rialzato e due piani superiori. E se anche questa voce non fosse vera, resta il fatto che le suore vogliono vendere. «Colpa dell’Europa, avara di vocazioni» si lascia sfuggire una religiosa mentre ribadisce di non saper niente del trasferimento. Di fatto, le Domus lasciano la storica sede a un passo dal mare. Per chi volesse rimpiazzarle, stando ai prezzi di mercato, l’operazione si aggirerebbe almeno intorno ai sei milioni.