Don Giorgio: non giudicate, dialogate di più

25 Maggio 2018

Pescara, le esequie di Fausto Filippone celebrate in forma privata nella chiesa dello Spirito Santo

PESCARA. Funerali separati e in forma strettamente privata, come voluto dai familiari, quelli di Fausto Filippone, 49 anni, che domenica 20 maggio ha ucciso prima la moglie, poi la figlia di 10 anni e, infine, si è suicidato.
Si sono svolti ieri mattina alle 10 nella chiesa dello Spirito Santo, la parrocchia della famiglia che risiede in centro. Presenti la sorella di Fausto, Antonella con il marito Eugenio, il padre, Antonio, che nell'agosto scorso ha perso anche la moglie Liliana, dopo una lunga malattia degenerativa.
Al termine delle esequie, celebrate da don Giorgio Campilii, la salma è stata tumulata nel cimitero di Colli Madonna. In chiesa solo pochi intimi, gli unici mazzi di fiori, semplici e bianchi, quelli degli «Amici di sempre».
«E’ difficile, ora, parlare di perdono», ha detto il parroco che alla fine della liturgia ha abbracciato sia la sorella di Fausto sia il padre Antonio, «le famiglie coinvolte stanno soffrendo, tutti stiamo soffrendo. Non serve cercare il movente, ora è necessario che le famiglie si avvicinino alla fede per guardare con occhi diversi quanto accaduto. Anche noi dobbiamo avere pietà per quell’uomo che ha fatto del male alla famiglia e alla società. Una tragedia che sarà una macchia che si pone su tutta la città». Al termine del rito funebre, don Giorgio ha abbracciato e accarezzato Antonella e il padre Antonio, i quali, prima che il feretro uscisse dalla chiesa si sono avvicinati alla bara del congiunto e l’hanno accarezzata. Poi il papà l’ha baciata. Don Giorgio che, durante l’omelia ha letto il libro biblico delle Lamentazioni, capitolo 3, versetti da 17 a 26, ha esortato, infine, a «non giudicare, compito che tocca a qualcuno più in alto. Non sappiamo che cosa sia realmente successo, ma di sicuro ci vuole più dialogo in tutti i tipi di relazioni».(c.co.)