«Don Max non sei solo» Il quartiere con il parroco

9 Agosto 2023

PESCARA. Dopo la denuncia delle grigliate e del consumo di droga sul sagrato della chiesa Angeli custodi, il grido di aiuto di don Massimiliano De Luca è stato raccolto dal Comune. Ieri pomeriggio,...

PESCARA. Dopo la denuncia delle grigliate e del consumo di droga sul sagrato della chiesa Angeli custodi, il grido di aiuto di don Massimiliano De Luca è stato raccolto dal Comune. Ieri pomeriggio, il parroco di Rancitelli è stato invitato a partecipare alla commissione Sicurezza, convocata dal presidente Armando Foschi, per fare il punto sulle criticità del quartiere assediato dalla criminalità. «Mi sento sempre più solo», aveva detto don Max al Centro chiedendo telecamere di sorveglianza davanti alla chiesa in via Lago di Posta.
Solidarietà al parroco è arrivata dal vice presidente del consiglio regionale, Domenico Pettinari; dall’associazione Per una nuova Rancitelli guidata da Francesca Di Credico; dalla consigliera comunale Maria Luigia Montopolino.
Un «censimento per verificare chi ha requisiti per occupare gli alloggi popolari», è la proposta di Pettinari che torna a chiedere «l’esercito nelle strade per potenziare la sicurezza. Don Max non è solo, ma Rancitelli è un quartiere ancora più esplosivo. Come sostengo da sempre, l’abbattimento del Ferro di cavallo ha solo spostato lo spaccio su altre zone producendo un “ferretto” intorno al civico 7 di via Lago di Capestrano e un “ferruccio” nelle vicinanze del civico 104. C’è tanta omertà perché i cittadini perbene sono spaventati».
Malgrado ciò, in totale anonimato, trovano la forza di denunciare per rabbia e disperazione. È il caso di un inquilino al civico 70 di via Lago di Capestrano che ha raccontato di un tentato incendio al palazzo dove vivono 20 famiglie dopo aver segnalato il fatto in procura, al Comune e in prefettura.
Una serie di esposti sono stati inoltrati dal consigliere Montopolino sulla richiesta di sicurezza nel quartiere Villa del Fuoco: «Il 5 giugno ho avuto un incontro con il prefetto Giancarlo Di Vincenzo al quale erano presenti polizia, finanza e carabinieri», riepiloga, «il 20 giugno ho fatto segnalazioni al gruppo Giona della polizia municipale; il 29 giugno ho inoltrato esposto al questore. Su Rancitelli è necessario un presidio fisso delle forze dell’ordine, perché dopo l'abbattimento del Ferro di cavallo la situazione è precipitata: la criminalità, un tempo circoscritta in via Tavo, ora è allo sbando».
Di Credico, Per una nuova Rancitelli, segnala che «l’area retrostante l’ex Rosa Blu è diventata meta di sbandati che si sparpagliano anche tra i palazzi Clerico, la Tiburtina dove alcune ragazze si prostituiscono e via Lago di Capestrano. Don Max non è solo ma deve fronteggiare troppe emergenze, da solo, ogni giorno».
La consigliera Marinella Sclocco, che come Montopolino nel quartiere ci vive, sostiene che la comunità di Rancitelli «ha perso l’opportunità di avere i servizi al posto dei palazzi in via Tavo e via Lago di Borgiano. Questa amministrazione avrebbe dovuto prendere esempio dalle Vele di Scampia che sono state trasformate in un distaccamento universitario, facoltà di Medicina, che porta economia sul territorio con un indotto di ristoranti e alberghi. Se le cose vengono fatte bene, per esempio la ludoteca Dezi, funzionano anche a Rancitelli».