Donati: «Fenomeni eversivi anche oggi»

2 Febbraio 2019

Il consigliere del Csm invita a tenere alta la guardia. Buttafuoco: nessuna comprensione per gli anni 70

PESCARA. «La lotta ai nuovi terrorismi globali e all’eversione si può combattere senza perdere di vista i valori della nostra civiltà che ci danno la possibilità e la forza di vincere le sfide. Basta dire che si chiudono i porti con il continuo rimandare a una sicurezza immotivata e indimostrabile. Non si cerchi di avallare scelte non conformi al nostro dettato legislativo: prima della sicurezza, esistono i diritti all’asilo e alla protezione». Lo dice tutto di un fiato Armando Spataro, già procuratore della Repubblica di Torino, durante la sessione dedicata a “Giurisdizione, e contrasto ai fenomeni eversivi. Il filo che lega il passato al presente” inserita nell’incontro “Diritti infranti: strategie del terrore e le risposte dello Stato”. Oltre all’ex procuratore, che vanta tra i suoi maestri Emilio Alessandrini e Guido Galli, sono intervenuti anche il giornalista e scrittore Pietrangelo Buttafuoco e il docente di Diritto costituzionale all’università di Firenze e consigliere del Csm Filippo Donati. In platea, mescolato agli studenti, agli avvocati e ai magistrati, anche il candidato alla presidenza della Regione Giovanni Legnini. «L’ipertrofia della memoria», è l’opinione di Buttafuoco, che riprende un concetto già espresso da Marco Alessandrini, «ci ha costretti ad accettare l’ideologia come un’esuberanza dell’Italia anni 70, ma non è così. Quelli sono stati anni terribili sui quali non deve esserci né condiscendenza né tentativo di comprensione verso quei protagonisti che oggi vivono una trasfigurazione dal punto di vista giornalistico e cinematografico. L’unico metodo di contrasto è lo spirito critico». «A 40 anni dalla scomparsa di Alessandrini», evidenzia Donati, «la nostra società continua a essere minacciata da fenomeni eversivi, che sono completamente diversi dal terrorismo degli anni di piombo. Per questo è importante il ricordo della memoria e di che cosa è successo nel passato, perché proprio la comprensione del passato ci dà le chiavi di lettura per affrontare il futuro nel modo migliore. In quegli anni siamo riusciti a mantenere saldi i principi della democrazia, non siamo caduti nella trappola di rinnegare i principi e i valori su cui si basa la nostra società. Oggi il fenomeno eversivo ha radici globali e internazionali». «Le leggi dell’emergenza», conclude Spataro, «non andavano a intaccare i diritti degli imputati a cui si applicavano, non avevano rischi di incostituzionalità, ma l’aumento dei termini di custodia cautelare era giusto perché avevamo processi lunghi con 150 imputati». Partner dell'iniziativa anche la fondazione Emilio Alessandrini, la sezione abruzzese dell'associazione nazionale magistrati, l'ordine degli avvocati di Pescara, la fondazione Forum Aterni, del Premio Borsellino, il Comune di Pescara, il quotidiano il Centro e l'agenzia di comunicazione Pomilio Blumm. (y.g.)