Donazioni per creare lavoro

28 Aprile 2015

Progetto del Banco alimentare per finanziare due impieghi

PESCARA. Il Banco alimentare non si limita ad aiutare i poveri, distribuendo generi alimentari ai meno fortunati. Il grande cuore di chi si occupa del Banco va anche oltre. In questi giorni sta prendendo piede il progetto “Mettiamoci alla prova”, finalizzato a raccogliere fondi (5 mila euro) per consentire a due ragazzi, che attualmente si trovano in comunità di recupero, di lavorare all’interno della struttura del Banco usufruendo di borse lavoro e così, alla fine del percorso, avranno la possibilità di avere un’abilitazione e trovare un’occupazione. L’iniziativa è stata pensata e realizzata da Cosimo Trivisani, direttore del Banco alimentare d’Abruzzo, che ha a cuore la situazione dei due e si è ingegnato. Ha preso spunto dalla Rete del dono, un grande salvadanaio on line per finanziare progetti benefici (due milioni di euro raccolti fino ad oggi), e ha inserito il suo progetto, che si chiama Mettiamoci alla prova, all’interno di questo sito. Oltre a promuoverlo su Internet, lo sta pubblicizzando tra tutti coloro che, nel tempo, si sono dimostrati vicini al Banco, sostenendolo. Nel primo periodo sono stati già raccolti 550 euro, di cui una parte attraverso la Rete del dono e la parte restante grazie a chi deciso di sposare la causa di questi due ragazzi.

Si tratta di un ex tossicodipendente e un ex alcolista che frequentano da un po’ il Banco, come volontari, essendo previsto nel percorso di pena alternativa che stanno scontando in due comunità.

«La nostra idea», spiega Trivisani, «è di usare la borsa lavoro per formarli come magazzinieri, assicurando loro un compenso, e così poi sarà più semplice trovare un'occupazione e tornare a casa. Vogliamo creare le condizioni migliori per reinserirli nella società ma da soli non possiamo farcela né possiamo puntare ad attivare i tirocini, perché abbiamo pochi dipendenti. Crediamo che sia una esperienza fondamentale per loro, vanno presi a cuore e guidati nel reinserimento, altrimenti rischiano di cadere nuovamente nelle trappole del passato. Noi crediamo in loro e nei frutti che questa esperienza può dare». Anche perché l’attività di volontariato sta procedendo bene. Si sono integrati nella struttura, si danno da fare, perché «qui è come una famiglia», e dopo aver saputo che è stato attivato il progetto, addirittura lanciato on line a livello nazionale, «sono contenti che ci sia qualcuno che pensi a loro».

Per donare è sufficiente collegarsi al sito www.retedeldono.it, inserire le parole «Banco Alimentare» nella casella «Dona per una Non Profit» e poi effettuare la donazione. Non servono grandi cifre e ci sono circa 300 giorni di tempo per farlo. Se poi non c’è la possibilità di eseguire il versamento on line ci si può rivolgere al Banco Alimentare d'Abruzzo. Trivisani non ha dubbi sulla riuscita del progetto: «Sono sicuro, ce la faremo». (f.b.)

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