Donna picchiata per un post su Facebook

Finisce in ospedale per aver scritto che i rom avevano occupato l’area cani. «Se scatta la denuncia mi tocca cambiare casa»
MONTESILVANO. Per aver commentato sul post di un consigliere comunale l’indecenza di una festa rumorosa con tanto di pranzo a base di arrosticini nell’area sgambettamento riservata ai cani, è stata picchiata e malmenata nell’androne del palazzo dove risiede. In via Rimini.
Vittima del pestaggio da parte di una donna rom molto conosciuta tra le palazzine Ater di via Rimini a Montesilvano è stata la signora A.D., che ieri pomeriggio, dopo l’aggressione, è finita al pronto soccorso dell’ospedale di Pescara. Il fatto è accaduto nel primo pomeriggio, dopo che, verso le 13, il consigliere comunale di #montesilvano2019, l’avvocato Anthony Hernest Aliano, aveva pubblicato sulla sua pagina Facebook un post-denuncia che recitava: «Montesilvano, via Rimini, palazzina 7/a, primo piano, appena occupata abusivamente da rom... ho un solo sentimento per voi in chiave futura: #tolleranza zero».
Tra i vari commenti sdegnati, poco dopo arriva quello di A.D. che vive in via Rimini e da testimone dei fatti scrive: «Infatti stanno tutti festeggiando nell’area cani a 100000 decibel e arrosticini a sfregio di fumo». Verso le 16, l’autrice del commento contro il festino dei rom riceve una chiamata al citofono. «Scendi che dobbiamo parlare», le dice una rom. Un po’ intimorita, visto che la zingara è molto conosciuta nel quartiere, A.D. scende nell’androne del palazzo e, come apre il portone, viene afferrata dai capelli e presa a pugni e schiaffi. «Come ti sei permessa? Non lo sai che fine fa chi non si fa gli affari suoi?», e giù pugni, schiaffi e tirate di capelli. La povera inquilina finisce in ginocchio, con l’occhio gonfio, lividi ovunque e intere ciocche di capelli strappati dalla sua testa sul pavimento. Accompagnata da un familiare al pronto soccorso, la donna ha riportato pochi giorni di prognosi. «Fortunatamente», ha raccontato poco dopo ad amici e familiari «anche se sono trapiantata di reni e ho preso anche pugni in faccia, non ho avuto una prognosi superiore a venti giorni, altrimenti se le forze di polizia procedevano con la denuncia d’ufficio io sarei dovuta scappare. Ero costretta a cambiare casa. Anzi, forse me ne vado lo stesso. La denuncia? Ho 90 giorni di tempo per farla, ma non se ne parla proprio».
«Sono indignato», ha dichiarato Anthony Aliano. «Ora pretendo che si faccia giustizia: questa gente deve essere cacciata dalle case popolari e punita con il divieto di dimora nella nostra città. Pieno sostengo alla signora A., anche di carattere legale. Per la prossima settimana organizzeremo un comizio nel quartiere, a sostegno della legalità».

