Donne aggredite, altri 6 mesi di indagini

Il giudice ha respinto la richiesta di archiviazione, la Procura dovrà fare luce anche su un altro tentativo di pestaggio
PESCARA . Si indagherà altri sei mesi per identificare l’aggressore seriale che, nel febbraio del 2017, ha seminato il panico in viale D’Annunzio, assalendo, o tentando di farlo, almeno cinque ragazze. È quanto ha disposto il gip Antonella Di Carlo accogliendo la richiesta di opposizione all’archiviazione del caso presentata dall’avvocatessa Sara Aliberti, legale di Serena F., la vittima che se l’è vista peggio. Quella sera Serena, studentessa di Architettura, venne bloccata da un malvivente tutt’oggi anonimo, e riempita di botte senza motivo e senza dire una parola: solo l’arrivo di una volante fece fuggire l’aggressore e mise fine al pestaggio, che le causò un trauma cranico facciale. La giovane presa a pugni per strada non fu però la sola a incappare nell’aggressore seriale. Altre due ragazze rischiarono di essere pestate dall’uomo che girava nella zona di Porta Nuova con cappello, giaccone e catene appese ai pantaloni: così è stato immortalato dalle telecamere, ma con immagini purtroppo sfocate che lo rendono perfettamente riconoscibile. A ogni modo, in questo secondo caso, il fatto di essere in due ha aiutato le ragazze a sfuggire all’uomo che le stava braccando. Inoltre, stando ai primi accertamenti della polizia, altre due giovani ancora sarebbero state molestate dal malvivente quella sera. Il gip non ha però accolto tutte le richieste della Aliberti: ha disposto che venga riascoltata un’altra delle ragazze che ha subito il tentativo di pestaggio, ma non che vengano riascoltati i gestori dei locali tra corso Manthoné e via delle Caserme, né che vengano acquisiti agli atti elementi emersi durante le due puntate di “Chi l’ha visto?”, la trasmissione che nelle scorse settimane ha riportato alla ribalta il caso. Infatti, in una prima puntata erano state intervistate Serena e l’avvocatessa Aliberti, mentre in una successiva la giovane è nuovamente apparsa davanti alla telecamera, ma sul luogo dell’aggressione all’incrocio tra viale D’Annunzio e via De Cecco. Ma soprattutto, in occasione di questa seconda puntata andata in onda il 12 dicembre, è venuta fuori una nuova testimone: una donna ha parlato ripresa di spalle per mantenere l’anonimato e ha riferito di aver contattato “Chi l’ha visto?” perché, seguendo la trasmissione precedente, aveva avuto l’impressione di aver visto l’aggressore nei giorni successivi al pestaggio. L’uomo avrebbe quindi continuato a girare per Porta Nuova, continuando dunque a rappresentare un pericolo. «Sono ovviamente soddisfatta di questo primo risultato, come è soddisfatta Serena del fatto che non ci sia stata l’archiviazione», afferma la Aliberti, «anche se non sono state accolte tutte le istanze, non è detto che ulteriori accertamenti in quel senso non possano essere fatti, come dal canto nostro noi proseguiremo le nostre indagini. Anche “Chi l’ha visto?” dovrebbe tornare su questi fatti, a partire dalla mancata archiviazione», aggiunge l’avvocatessa pescarese, «confido nel fatto che continuino a emergere elementi nuovi, e che a questo punto chi è in grado di fornire elementi utili all’inchiesta non si rivolga solo alla televisione, ma direttamente agli inquirenti».
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