Dopo-Febbo: la Lega sfida Marsilio

Attacca Fdi all’Aquila, ma il governatore ufficializza D’Amario
L’AQUILA. Il segnale di dissenso della Lega sulla staffetta in giunta Febbo-D’Amario arriva puntuale come un orologio svizzero.
A lanciarlo sono il coordinatore regionale Luigi D’Eramo e l’assessore e vice presidente Emanuele Imprudente in una conferenza stampa tenutasi nel primo pomeriggio all’Aquila, nella sede provinciale del partito. Il Carroccio - da mesi ai ferri corti con Pierluigi Biondi, che ha sospeso le deleghe a tre assessori salviniani – usa dunque il capoluogo di regione per gettare il guanto di sfida al governatore Marsilio e a Fratelli D’Italia. E’ la nuova puntata di questa telenovela che ci porterà al consiglio regionale di martedì, convocato per la ratifica delle dimissioni di Febbo e per permettere a Marsilio di procedere, subito dopo, con la firma dei decreti di nomina dei nuovi assessori. Ma D’Eramo dimostra di non voler ingoiare il rospo. La sua reazione è la conferenza stampa convocata senza preavviso e, in maniera abbastanza irrituale, per chi conosce le regole non scritte della comunicazione politica, di sabato pomeriggio. Con un colpo di scena, la Lega all’Aquila annuncia di aver portato nel proprio gruppo un consigliere del misto. Mossa che, nella partita a scacchi giocata con Biondi, serve a rimescolare i pedoni e a non perdere uno dei tre assessori temporaneamente sfiduciati dal sindaco. È lo stesso D’Eramo a stabilire l’analogia con la Regione: «Se il criterio di assegnazione dei posti in giunta è quello numerico del manuale Cencelli» dice il coordinatore durante la conferenza stampa «un anno fa alla Lega sarebbero dovuti andare cinque assessorati in Regione». Perché quest’attacco? La risposta è semplice. D’Eramo parla poche ore dopo che Forza Italia ha rinunciato a convocare il direttivo regionale del partito. Una disdetta che di fatto mette il timbro sulla decisione di Marsilio di far subentrare D’Amario a Febbo; scelta che sarà ufficializzata polticamente oggi e che, dopo la ratifica di martedì, comporterà la fuoriuscita dalla giunta del leghista Fioretti e l’ingresso, al suo posto, di Piero Quaresimale. Quest'ultimo, che avrà Benigno D'Orazio come segretario politico, a sua volta passerà il testimone come capogruppo del Carroccio in consiglio a Emiliano Di Matteo. E’ il quadro che ha trovato il via libera del tavolo romano, di cui fa parte naturalmente anche Matteo Salvini, ma che ha lasciato i leghisti abruzzesi con l’amaro in bocca dopo la vendetta consumata contro Febbo, accusato, a loro dire, di alto tradimento e della sconfitta a Chieti di Fabrizio Di Stefano. Ma dietro le quinte, la Lega prova a giocarsi anche un’altra partita: quella di tifare per Gabriele Astolfi, primo dei non eletti di Forza Italia in provincia di Teramo, che scalpita per entrare in consiglio regionale e per promuovere la nomina a assessore del sottosegretario Umberto D’Annuntiis. Nomina che spalancherebbe all’ex sindaco di Atri le porte dell’emiciclo grazie alla norma della surroga e salva Fioretti. Tutto accade alla vigilia del consiglio regionale che finalmente chiuderà la partita anche perché i problemi seri, sono altri. Leggi: emergenza Covid.

