«Dormito e ballato al mare»

4 Luglio 2018

Il legale delle due famiglie: «A Pescara hanno ricevuto tanta solidarietà»

PESCARA. A 17 anni Gaia e Gaia Maria hanno dormito sulla spiaggia di Pescara per due notti. E sulla spiaggia di Pescara sono state ritrovate da un poliziotto della questura di Fermo che le ha recuperate sedute su un pattino, mentre guardavano il mare. E da dietro gli ha detto: «La vacanza è finita, si torna indietro». Una “vacanza” che ha tenuto per tre giorni e mezzo con il fiato sospeso non solo le rispettive famiglie delle due compagne di scuola di Fidenza (Parma) che si erano allontanate dal campeggio nelle Marche dove erano in vacanza, ma anche mezza Italia, dopo che anche la trasmissione Rai “Chi l’ha visto?” ne aveva diffuso la notizia della scomparsa. A dare l’imbeccata giusta, dopo le tantissime segnalazioni vagliate dal commissariato di Fermo è stato un giovane di Luco dei Marsi che sabato le ha incontrate sulla spiaggia della Nave di Cascella e quando poi le ha riconosciute dalle foto diffuse dal sito di “Chi l’ha visto?” ha contattato la redazione e poi, su loro indicazione, i carabinieri di Luco. Nel campeggio di Marina di Altidona dove le due ragazze sono state riaccompagnare, da lunedì sera si fa festa per una vicenda che, come ha mormorato la mamma di una delle due, «non auguro a nessuno». Ma dopo la festa c’è il momento della riflessione, come riferisce l’avvocato Cristina Perozzi, della Croce Rossa, che ha assistito le famiglie. «Vanno bene gli appelli e le foto diffuse con i loro nomi, ma adesso c’è bisogno solo di silenzio».
Ma perché le due amiche hanno scelto proprio Pescara, dove sono arrivate sabato e dove si sono anche schiarite i capelli? «Perché avevano identificato Pescara come una cittadina carina e accogliente», riferisce il legale, «e infatti si sono trovate bene, hanno conosciuto tanti ragazzi e ragazze, in tanti le hanno aiutate, qualche extracomunitario, gente che vive per strada, tanta solidarietà da tutti». Qualche soldino dietro ce l’avevano, ma neanche troppi se alla fine hanno speso solo 7,50 euro. Più che altro per gli spostamenti che le hanno viste da venerdì arrivare in pullman dalla località del campeggio fino a Pedaso e poi, da lì, in treno fino a San Benedetto del Tronto. Una sosta nella cittadina delle Palme e poi di nuovo in treno fino a Giulianova. E poi a Pescara. Dove, sabato, hanno scelto di fermarsi. Ogni notte a dormire in spiaggia. «Nessun motivo in particolare, nessun evento da seguire», precisa l’avvocato che sulle motivazioni dell’allontanamento delle due diciassetteni taglia corto: «Una ragazzata, hanno 17 anni, un modo per richiamare l’attenzione in un mondo disumano come quello di oggi. Hanno trovato molta solidarietà e per loro è stata un'esperienza di crescita».
E in questa crescita, oltre a conoscere tanta gente, a dormire in spiaggia e a scegliere di schiarirsi i capelli, hanno anche ballato, sulla spiaggia pescarese. Non erano venute per gli eventi, ma giacchè c’erano vi hanno partecipato. Sulla spiaggia della Nave di Cascella domenica c’era Samsara, e loro sì, hanno ballato insieme a centinaia di altri ragazzi. Al loro rientro niente scuse: «Non ce n’era bisogno, l’importante è che siano qui», conclude l’avvocato a nome delle due famiglie.
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