Dormitorio affollato: raddoppiati i senzatetto

22 Gennaio 2019

Via Lago Sant’Angelo, in pochi giorni il numero degli ospiti è salito a 60

PESCARA. Sono sessanta i senza fissa dimora ospiti del dormitorio dell’ex scuola di via Lago Sant'Angelo, nel quartiere San Donato. Lo annuncia l'assessore alle Politiche sociali, Antonella Allegrino.
Nel giro di un paio di settimane, il numero degli ospiti della struttura comunale, aperta il 29 dicembre scorso con una capienza di settanta posti letto, si è raddoppiato. Ai primi di gennaio erano una trentina gli ospiti del dormitorio che si è riempito grazie anche all’opera di convinzione di cui sono stati capaci i tanti volontari delle unità di strada delle varie associazioni solidali (papa Giovanni XXIII, On the road, Caritas, comunità di Sant’Egidio, Arci Pescara, Consorzio Esi, emergenza sanitaria integrata, Psicologia emergenza Abruzzo, Banco Alimentare, Croce Rossa di Spoltore) che girano la notte per convincere i senzatetto ad accettare l’offerta di un luogo caldo per dormire. Di giorno, però, i clochard vagano per le strade della città. E ci sono ancora quelli, almeno otto, che preferiscono dormire contro le vetrine dei negozi sfitti o delle banche, per strada, al freddo, con la gente che cammina loro intorno, piuttosto che sentirsi «prigioniero» nel dormitorio messo a disposizione dall’amministrazione comunale.
Un “piano freddo” che sta funzionando, quello organizzato dall’assessorato della Allegrino, negli stessi giorni in cui a Roma è stata strage di clochard nei parchi pubblici. Resistono al gelo del giorno, temerari, anche quando le temperature si abbassano rapidamente, forse perché durante la notte possono stare al riparo nel dormitorio di via Lago Sant'Angelo. Le giornate sono scandite dalla ricerca del pasto al posto letto, sperando nella generosità dei passanti.
Durante le feste la gente si è mostrata generosa e queste persone, definite impropriamente «invisibili» perché, in realtà sono visibilissime, hanno potuto raggranellare più monetine possibili, magari nel giro di qualche ora così da essere liberi a ora di pranzo quando poi si rifugiano nelle mense della Caritas e di San Francesco, prima di passare la notte al dormitorio dell'ex scuola. Velocissimi nel consumare il companatico, neanche una ventina di minuti per ingurgitare primo, secondo e frutta, poi scappano via. Non si capisce perché hanno sempre fretta, dove devono andare di così urgente. Loro che non hanno orari da rispettare nè familiari e colleghi che li aspettano. Pescara è una città che fa dell'accoglienza il suo marchio di fabbrica. Un concetto sottolineato più volte sia dalla Allegrino che dal collega Gianni Teodoro, i quali ricordano quanto sia difficile «strappare dalla strada chi desidera restarci, per scelta». Anche quest'anno il dormitorio si è riempito, ma qualcuno ci resta sempre al freddo, per sua volontà. Nessuna legge prevede che si possano trascinare in un centro di accoglienza in maniera coatta persone che non vogliono stare in un riparo. Mentre i cittadini chiedono continuamente decoro sulle strade. E telefonano a questi numeri per segnalare i senzatetto o per offrire un aiuto: 349.7856242 e 347.7524671.