Draghi: «Ecco 1,78 miliardi ricostruzione più veloce»

29 Settembre 2021

Il premier inaugura il monumento dedicato alle 309 vittime del terremoto

L’AQUILA. L’ultimo nome inciso nel grande spazio pubblico che celebra la memoria è di Giorgia, la bimba mai nata in quella notte del 6 aprile 2009, morta nel grembo della madre. L’ultimo di 309 sussulti al cuore in questo percorso di dolore attorno alla vasca di piazzale Paoli dove da ieri zampilla acqua e si elevano al cielo i 15 metri di lastre in acciaio corten che formano il monumento inaugurato dal premier Mario Draghi. Una cerimonia segnata dalle lacrime del sindaco Pierluigi Biondi e dalla partecipazione dei bimbi dell’istituto comprensivo Patini dell’Aquila e della scuola di San Demetrio ne’ Vestini, in gran parte nati 12 anni fa, ai quali è riservata giustamente la benedizione del non sapere cos’è stata la notte dell’orrore. Ludovica Dionisio ha poggiato due rose tra i nomi incisi sulle lastre (gesto che ha voluto ricordare quello della compianta Antonietta Centofanti che a marzo portò una rosa bianca al centro dell’obelisco appena installato). Chiara Coletti ha letto un toccante messaggio. Pochi i familiari delle vittime, dopo giorni di aspre polemiche sull’opportunità della cerimonia.
I MESSAGGI DEL PREMIER
È agli alunni che Mario Draghi si è rivolto. Per la seconda volta all’Aquila (la prima nel 2009 da governatore di Bankitalia), accompagnato dal ministro Mara Carfagna (Sud e Coesione territoriale), Draghi ha parlato di ricordo, di sostegno all’Abruzzo e di accelerazione alla ricostruzione. «La mia presenza serve a ribadire prima di tutto il dovere del ricordo», ha affermato, «la scossa del 6 aprile 2009 appartiene alla memoria collettiva dell’Italia e del mondo: ricordiamo le 309 persone, 309 angeli per usare le parole del dottor Cinque, che hanno perso la vita, e i loro cari a cui va ancora oggi il mio più sentito cordoglio. Non possiamo dimenticare, non dobbiamo dimenticare».
L’AZIONE DEL GOVERNO
Si parla poi di azione e ricostruzione. «Ma oltre la responsabilità della memoria, il governo deve assumersi l’impegno dell’azione», ha aggiunto Draghi, «mi riferisco alla ricostruzione post sisma che procede ovunque ma con velocità diverse. Nella città dell’Aquila il rifacimento degli edifici privati ha superato l’80% grazie anche all’introduzione di tecniche e procedure innovative di cui possiamo essere orgogliosi; negli altri comuni del cratere il processo è invece più lento, i ritardi colpiscono soprattutto la ricostruzione pubblica che non ha ancora un piano completo: parlo di scuole, strade, uffici, chiese, gli edifici che rendono un luogo una comunità. Dobbiamo accelerare. È un obbligo morale che abbiamo verso voi tutti e dobbiamo farlo per aiutare la ripresa economica di queste zone. Il terremoto del 2009 ha causato perdite stimate in oltre 200 milioni di euro all’anno; l’11% circa del valore aggiunto complessivo di questa area, a cui si sono aggiunti i danni della pandemia».
SOSTEGNI ALL’ABRUZZO
Quindi il discorso sugli aiuti. «Il tessuto sociale e produttivo dell’Abruzzo è rimasto vivo e dobbiamo continuare a sostenerlo», ha ribadito il primo ministro, «il governo ha deciso di destinare un’apposita linea di investimento del Piano nazionale di ripresa e resilienza ai territori del Centro Italia colpiti dai terremoti del 2009 del 2016 e del 2017; questo stanziamento di 1,78 miliardi di euro finanzia la ricostruzione sicura e sostenibile, il recupero ambientale, iniziative a sostegno di cittadini e imprese. In settimana diamo il via al programma con l’approvazione del provvedimento che ripartisce le risorse: destiniamo oltre un miliardo per restituire vitalità alle comunità locali e in particolare per rendere città e borghi sicuri, sostenibili e connessi; altri 700 milioni vanno allo sviluppo e al rilancio economico e sociale. Sosteniamo le imprese innovative, valorizziamo le vocazioni produttive locali, come l’agroalimentare, le imprese culturali, turistiche e creative. Realizziamo centri di ricerca e istruzione, come il Centro di formazione tecnica per la pubblica amministrazione che sarà all’Aquila».
L’OSMOSI TRA ISTITUZIONI
«Le risorse servono, ma da sole non bastano», il messaggio di Draghi a sindaci e rappresentanti di Regione Abruzzo e Provincia dell’Aquila, «c’è bisogno di capacità progettuale e amministrativa, come dimostrano, a partire dall’Aquila, i casi di maggior successo nella ricostruzione post-sisma. Abbiamo costruito, per gli investimenti del Pnnr e del fondo complementare, un modello di governo che punti sulla semplificazione delle procedure e sullo stretto coordinamento tra amministrazioni centrali e territoriali vogliamo valorizzare l’esperienza maturata sul campo dai sindaci, dagli amministratori regionali e dalle strutture tecniche e commissariali del governo. Avete svolto un lavoro di collaborazione paziente per il rilancio di questi luoghi, di cui il governo e l’Italia vi sono grati. È molto importante questo punto nel senso che queste cose si realizzano solo se c’è collaborazione, quasi osmosi, tra il ruolo del governo e il ruolo degli enti locali e delle regioni. E voi ci siete riusciti».
CINQUE: BASTA POLEMICHE
«È una giornata importante, bella, dobbiamo mettere da parte le polemiche. I 309 angeli sono contenti della realizzazione di questo Parco che ricorderà a tutti la tragedia, nel corso dei secoli». Sono le parole di Massimo Cinque che la notte del 6 aprile ha perso i figli Davide e Matteo e la moglie Daniela Visione. Accompagnato dal padre Teobaldo, il medico aquilano è intervenuto a sorpresa nel corso della cerimonia, prima della benedizione al Parco della Memoria impartita dal cardinale arcivescovo Giuseppe Petrocchi.
«VOGLIA DI VITA»
Nel ricordo di Antonietta Centofanti, scomparsa pochi mesi fa e che tanto si era spesa per il Parco della Memoria, un commosso sindaco Biondi ha spiegato il perché di questo luogo. «Il bisogno di rammentare quanto accaduto il 6 aprile 2009, attraverso il Parco della memoria, è legato alla necessità di legittimazione della sofferenza subita in una città che rinasce», ha affermato Biondi, dopo aver letto la lettera ricevuta da Renza Bucci (la pubblichiamo nella pagina accanto, ndr), «i parenti delle vittime e la comunità hanno chiesto la realizzazione del Parco affinché il dolore collettivo trovasse spazio nella narrazione pubblica del tessuto urbano. Antonietta Centofanti, donna forte e determinata, con un portato di dolcezza e sensibilità umana scolpite dal dolore, su questa visione valoriale ed etica del Parco si è fatta portavoce. Draghi, nel corso della recente assemblea di Confindustria, ha auspicato, per il Paese, un Patto sociale per una crescita duratura. E noi, da questo luogo, dove il ricordo diventa nutrimento per il futuro, lanciamo un Patto per la rinascita duratura delle aree interne, quale prospettiva innovativa, laboriosa, sicura, sostenibile, elevando il nostro territorio a modello per l’intera Nazione. La rifioritura dell’Aquila è anche il prodotto di un sistema virtuoso di saperi e azioni culturali teso a dare alle nuove generazioni la forza del ragionamento e dei sentimenti, perché né terremoto, né pandemie possono averla vinta sulla loro voglia di vita. Una voglia di vita che in questo Parco trova la sua ragione e la sua forza».
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