«Dramma vissuto in prima persona, serve la sanità territoriale»
«È giunto il momento che la politica rifletta seriamente sul diritto alla salute dei cittadini e si adoperi per far funzionari i presidi territoriali a sostegno dei cittadini delle aree interne. La...
«È giunto il momento che la politica rifletta seriamente sul diritto alla salute dei cittadini e si adoperi per far funzionari i presidi territoriali a sostegno dei cittadini delle aree interne. La Regione costituirà le case e gli ospedali di comunità, dotati di emergenza h24, ma nel frattempo la gente rischia la vita senza risposte immediate». È la disamina del sindaco di Carpineto della Nora, Donatella Rosini, che lancia l’allarme dopo aver vissuto il dramma di ore di attesa al pronto soccorso di Pescara: «Quel giorno c’erano 120 persone in attesa. È impensabile, indecente e al limite della sopportazione dover assistere ad anziani “parcheggiati” sulle barelle, bisognosi di medicinali, di andare in bagno, di un bicchiere d’acqua. Medici e infermieri fanno turni massacranti, con competenza e passione, ma non basta». Per questo il sindaco Rosini ha contattato l’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì: «Dinanzi a queste mie considerazioni vissute in prima persona, l'assessore mi ha risposto che a breve partirà una rivoluzione del sistema, con case e ospedali di comunità e ospedali itineranti, ma nella mia visione occorre rispondere ora a chi chiede dignità per i pazienti spesso anziani. Le aree interne, spogliate di tutti i servizi, oltre al danno della distanza con i “grandi” ospedali dei capoluoghi, come possono più garantire il diritto alla salute? All'ospedale di Penne c’è un pronto soccorso dove gli utenti non vanno, preferendo Pescara, perché il personale non è reperibile nell'immediato». (c.co.)

