«Droga e soldi, i giovani cercano questo»

29 Luglio 2024

La cooperativa On the Road lancia un appello ai ragazzi: «Fate volontariato, capirete la vita vera»

PESCARA. Nata trent’anni fa tra Marche e Abruzzo per togliere le prostitute dalla strada, la cooperativa On the Road oggi è un punto di riferimento per l’assistenza e il recupero di emarginati e ultimi. Non più solo prostitute, ma clochard, nuovi poveri e tossicodipendenti. Un servizio che inizia la mattina prestissimo e va avanti per tutta la notte.
L’hub della cooperativa è alle spalle della stazione centrale: davanti all’ingresso ogni mattina si possono vedere in fila sul marciapiede decine di persone, che arrivano per fare colazione (60 al giorno, in media), farsi una doccia, ma anche per ricevere un pacco alimentare o magari mettersi alla ricerca di un lavoro e di una nuova vita. Massimo Ippoliti, coordinatore della sede pescarese, è in prima linea per il contrasto alla tossicodipendenza. Dalla strada, nei suoi anni di servizio, ha salvato ragazzi, ma ne ha anche raccolti diversi senza vita. A chi oggi ha dipendenze da sostanze, ce ne sono a decine in città a cui On the Road prova a dare un aiuto, Ippoliti offre un percorso per ridurre l’assunzione di sostanze fino a prendere consapevolezza della possibilità di lasciare la strada verso l’inferno offerta dalle droghe e riprendere quella che porta alla vita.
La crescita dei consumi di tutte le sostanze in città, che ormai coinvolge anche i giovanissimi ed è diventata anche argomento caldo della cronaca pescarese dopo l’omicidio di Christopher, è motivo d’allarme anche tra gli operatori che cercano di salvare vite. «Alcune dinamiche viste nell’omicidio di Christopher fanno tornare alla mente la mafia albanese: la sigaretta spenta in faccia sulla vittima agonizzante, lo sputo, le offese. Concetti che dimostrano che ci troviamo in assenza di emozioni e in presenza di valori come quelli della gang, del predominio, della forza», dice Ippoliti, «non giudico nessuno, ma è lampante che i canali in cui i ragazzi si nutrono, rapidi e immediati come Tik Tok, facciano emergere solo soldi, sesso, potere, ricchezza e droga: valori distorti concentrati anche in quell’atto del parco Baden Powell. I ragazzi apprendono la vita lì, su un dispositivo che magari proprio i genitori, spesso assenti, hanno regalato loro senza porre nessun filtro e nessun limite. Anche per farsi notare dai genitori, quindi, spesso gli adolescenti fanno gesti clamorosi, riproducendo vite parallele, in cui i fighi sono i membri di una gang o i violenti visti sul web».
La diffusione capillare della droga, anche nella Pescara bene, aggrava il quadro. «Soprattutto quelle che circolano in zone come piazza Muzii, diverse da quelle che circolano invece nei quartieri più poveri, che costano poco, sono tagliate e fanno schifo a livello qualitativo. La droga buona si può acquistare tra i figli della Pescara bene, magari passando dal deep web, che è ormai è in chiaro su Telegram», chiude Ippoliti, «se uniamo il filtro alle emozioni del web, la droga e l’alcol, ecco che ci ritroviamo un cocktail esplosivo. Con le droghe abbiamo sempre avuto a che fare, ma è il contesto a fare la differenza. Ci sono persone che si fanno, ma hanno una dignità. Tanti giovani invece oggi vivono un contesto deprecabile e pericoloso... Ai ragazzi consiglierei l’esperienza del volontariato, un modo utile e concreto per capire quanto sia difficile, per molte persone, la vita reale». (o.d.a.)