Droga, furti e prostitute «Via Tavo come il Bronx»

30 Maggio 2017

Dopo due morti per overdose, i residenti rompono il silenzio: siamo assediati

PESCARA. I “cavalli” vanno su e giù lungo via Tavo. In bicicletta, pedalata lenta, questo fanno da mattina a sera le sentinelle del Ferro di cavallo. Sotto il supermarket della droga che è questo palazzone popolare, i tossici “a contratto”, in cambio della dose giornaliera controllano chi arriva. Oppure aspettano. Pronti invece a prendere, e a dare, in un battito di ciglia. Soldi, oro, telefonini, biciclette, salumi. Merce di scambio dei tossicodipendenti che per il quartino di eroina quotidiano rubano, si prostituiscono. E qualche volta muoiono.
È successo due volte nel giro degli ultimi dieci giorni, due morti per droga in un raggio di poche centinai di metri. Sempre Rancitelli, la parte brutta del rione Rancitelli dove alla gente perbene non basta più far finta di niente. E non guardare.
«Siamo tornati al Bronx», dice chi ci abita da una vita, e di Rancitelli ha conosciuto le stagioni più nere e quelle più apparentemente tranquille. «Negli ultimi due anni è peggiorato tantissimo e queste ultime due morti sono la prova che la situazione sta precipitando». Il residente, che rompe il silenzio a patto dell’anonimato («qui ci abito e ho famiglia»), sa di che cosa parla: «La situazione è peggiorata, perché prima lo spaccio era circoscritto al ferro di Cavallo. Adesso invece è un continuo per la strada. E soprattutto di giorno. Iniziano dalla mattina, con i “cavallucci” che fanno su e giù con le biciclette a fare le vendite per le famiglie zingare e poi con questo viavai continuo lungo i marciapiedi. Gente che cammina spedita, che la vedi correre verso non si sa dove. E poi s’infilano sotto le recinzioni tranciate, nei palazzi Clerico abbandonati, in fondo ai campetti lì intorno, perfettamente visibili dalla strada. E li vedi che si drogano. A mezzogiorno, alle quattro del pomeriggio, la mattina presto. A tutte le ore. Anzi molto di più di giorno. Con i bambini che li vedono e non si può fare a meno di non farglieli vedere. perché tanto è dalla mattina, un continuo».
È lo zoo di Berlino versione pescarese, quella lontana dai problemi del centro, talmente lontana che qui non si parla proprio, dei problemi. «Fanno veramente il comodo loro», va avanti il residente, «l’altro giorno alle quattro del pomeriggio mia cugina stava aspettando che la venissero a prendere e uno con la moto si è fermato ha messo un involucro nel posacenere del cestino dei rifiuti e si è allontanato. Tutto davanti a lei. Che istintivamente si è allontatana di qualche passo e meno male, perché è arrivato subito un altro a ritirare quel pacchetto. Ma tanto questi scambi li fanno anche per la strada direttamente con il cliente in macchina: la bicicletta si accosta e dal finestrino avviene lo scambio. E non gli importa se c’è qualcuno dietro. Non gli importa più di niente. Ormai si sentono i padroni». Ma non è soltanto la droga. Perché la droga si porta dietro anche i furti e la prostituzione. «Prima a noi del quartiere ci lasciavano stare, era una zona franca. Adesso hanno iniziato a rubare anche a casa nostra». E poi le prostitute. Almeno un paio quelle abituali della zona: «Una è sicuramente tossicodipendente»; va avanti il testimone, «sta all’angolo della tabaccheria anche di giorno. Poi va il compagno e ritira per la “spesa”».
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