Due agenti di commercio con la passione per le vette

28 Maggio 2023

Toro lascia la moglie Francesca e una figlia, lo piangono anche a Caramanico Camplone era figlio di un noto meccanico pescarese e papà di una ragazza

PESCARA. «Due grandi appassionati di montagna, due esperti, due persone estremamente preparate e attente». Questo erano per gli amici e per i colleghi del Soccorso alpino e speleologico abruzzese e delle guide alpine Raffaello Toro, 48 anni il 2 giugno, guida alpina e agente di commercio di Spoltore, e Gianluca Camplone, 51 anni, rappresentante di protesi sanitarie, le due vittime pescaresi del tragico incidente di ieri sul Gran Sasso. Toro faceva parte del collegio guide alpine d'Abruzzo.
Era residente a Caramanico, ma viveva con la moglie Francesca Mastromauro, accompagnatore di media montagna, e con la figlioletta di 12 anni Margherita a Villa Santa Maria di Spoltore. E con la moglie condivideva non solo l'amore per la montagna, ma anche il lavoro. Incredulo il presidente del collegio regionale delle guide alpine d'Abruzzo, Davide Di Giosaffatte. «Per me», dice con un filo di voce, «Raffaello era soprattutto un amico. Insieme abbiamo seguito il corso per diventare guide alpine, che abbiamo concluso nel 2009. Aveva tutte le qualità del mondo. Era una grande guida e una persona straordinaria, molto legata alla famiglia. Amava la montagna, ma i suoi impegni erano comunque precisi e limitati a quelli che erano gli impegni a casa con la moglie e la bambina, per cui stravedeva. E poi era una persona leale, un vero professionista, di una preparazione unica». E come professionista veniva spesso interpellato per dispensare consigli utili su come affrontare la montagna in sicurezza. Di sé, nelle interviste, diceva: «Sono tipo un po’ antipatico, molto lunatico e molto schietto: quello che voglio dire, te lo dico in faccia. Sono una guida alpina, ma non esercito la professione a tempo pieno. Ho molto ancora da imparare dalle montagne, tutte. Il bravo professionista è quello che si forma sempre. Io cerco di apprendere da ogni esperienza. Ho preso il titolo con un po' di fortuna, tanto impegno, ma soprattutto passione. La passione è, infatti, il motore di tutto nella vita, in ogni cosa. E l’insegnante che sa accenderti la passione è il migliore».
«Era molto preparato», sottolinea Daniele Perilli, presidente del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo, aveva una grossa esperienza. Era un punto di riferimento. E poi era una persona a modo, tranquilla, attentissima alla sicurezza. E quello che è successo conferma purtroppo che in montagna il rischio c'è sempre e per chiunque». «Trasmettere sicurezza è la parte più importante di questo lavoro» ripeteva Toro. Sconvolti gli amici e sconvolta è anche tutta la comunità di Spoltore. «Ho il cuore spezzato. Li conoscevo, conosco la moglie che è una persona splendida», dice il sindaco Chiara Trulli, «per Spoltore è una tragedia enorme».
In lutto è anche la città di Pescara, dove Camplone ha sempre vissuto ed era conosciutissimo. Come Toro, lascia una figlia adolescente, Sofia. Il papà Mario ha una officina meccanica in via Verrotti, da sempre punto di riferimento per tanti pescaresi. Camplone lavorava per una multinazionale nel settore delle protesi ortopediche e nel tempo libero si dedicava allo sport dallo sci allo sci nautico al windsurf alla bicicletta. «Ma per la montagna aveva un amore particolare», dice il suo amico Domenico Renzitti, titolare della tabaccheria di piazza Salotto, «tutti i fine settimana andava. Era sempre affabile, scherzoso, disponibile». Scioccato il consigliere comunale Francesco Pagnanelli. «Lo conoscevo da anni, da quando eravamo ragazzi», dice, «era solare, simpatico, brillante. Era un grandissimo sportivo». Camplone era noto anche nella Marsica. Come ricordano gli amici «stava sempre tra Ovindoli e Rocca di Mezzo».
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