«Due anni per l’operazione alle tonsille»

12 Gennaio 2018

La protesta di una famiglia di Montesilvano. La Asl: sono tanti i pazienti in attesa, diamo priorità ai casi più gravi

PESCARA. Due anni per fare una operazione alle tonsille all'ospedale di Pescara o Penne. Ed esplode la rabbia dei pazienti in attesa.
Nel mirino dei malati questa volta sono finiti i reparti di otorinolaringoiatria e reumatologia dell'ospedale di via Fonte Romana. I tempi lunghi per effettuare un intervento chirurgico definito «minore» dalla Asl, come appunto la tonsillectomia (quando il caso non è grave), sono dettati prevalentemente dall’aumento e la calendarizzazione di urgenze sui casi di patologie tumorali: neoplasie del cavo orale, della laringe, delle ghiandole salivari, della tiroide, del massiccio facciale.
L’unità operativa complessa di otorinolaringoiatria (4° piano ala est), diretta da Claudio Donadio Caporale, è sotto pressione a causa delle numerose richieste di interventi di sala operatoria. Attualmente sono oltre 250 i pazienti in attesa di effettuare operazioni di varia natura, tra cui le tonsillectomie che, in casi di sovrannumero, vengono dirottate anche nel reparto di otorino dell'ospedale di Penne. L’ennesima denuncia di situazioni al limite, arriva da una famiglia di Montesilvano (che ci ha chiesto l’anonimato) che nei giorni scorsi ha prenotato una visita nel reparto di Otorino e si è messa in lista per un intervento di tonsillectomia.
«Abbiamo pagato 92 euro per la visita all'ospedale civile», racconta il papà di una bimba di 11 anni che deve essere operata alle tonsille, «ma ci hanno detto che in lista ci sono almeno 250 prenotazioni di interventi programmati, senza considerare le urgenze. Preoccupati per la situazione che ci costringe ad attendere tempi biblici, ci siamo rivolti altrove, facendo nuovamente esami.
Nel frattempo, rimaniamo in attesa di sapere quando mia figlia, che ha sempre la febbre e rischia l'anno scolastico a causa delle numerose assenze per malattia, potrà effettuare l'intervento», continua furente il papà. «Resta l'amarezza di scoprire che per una semplice operazione come le tonsille bisogna attendere degli anni. Questi fatti legati alla sanità pubblica vanno resi pubblici».
Situazione critica, personale e liste d'attesa, anche all'unità operativa semplice dipartimentale di radiologia territoriale (settimo piano) diretta dal primario, di fresca nomina, Marco Gabini, che sta per incassare un potenziamento di organico.
Un terzo medico radiologo, infatti, prenderà servizio a partire da febbraio. Ma intanto c'è da risolvere il blocco parziale, a partire dall'ottobre scorso, di alcune prestazioni ambulatoriali che fanno riferimento solo a due medici radiologi assegnati al reparto delle malattie infettive. Dall'Ufficio relazioni con il pubblico viene confermato che «l'attività del reparto di reumatologia prosegue regolarmente, sono chiuse solo le agende di due medici assegnati agli Infettivi. La Asl sta per diramare un avviso pubblico che dal primo febbraio permetterà di potenziare l'organico di almeno una unità».
Abbiamo provato a contattare i due primari del reparto di Otorino e di reumatologia, Caporale e Gabini, ma non siamo riusciti a rintracciarli.
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