Due chili di droga in garage, arrestato

24 Marzo 2017

Giovane pescarese custodiva in via Verrotti un carico di cocaina e marijuana. «Spaccio perché sono senza lavoro»

MONTESILVANO. Aveva bisogno di lavorare. L’attività di cui si occupava è andata male, per cui si è sentito pressoché costretto a fare un lavoro sporco, quello di custode di droga. Lo ha scoperto la squadra mobile di Pescara che lo ha intercettato, bloccato con un carico di cocaina e marijuana e poi lo ha arrestato. È un 33enne incensurato di Pescara, A.D.D., fermato in un garage di via Verrotti. Il locale era vuoto, non c’erano auto ma solo un baule chiuso a chiave. Al suo interno erano conservati 924 grammi di cocaina e 800 grammi di marijuana, il cui valore complessivo sul mercato sarebbe di circa centomila euro.

Gli uomini della sezione Antidroga, coordinati dall’ispettore superiore Nicolino Sciolè, avevano ricevuto la segnalazione di strani movimenti attorno a quel garage. Gli appostamenti della polizia, andati avanti alcuni giorni, hanno consentito di arrivare alla verità. Due giorni fa è arrivato in moto il 33enne di Pescara. Aveva telecomando e chiavi per entrare per cui ha aperto il cancello e la porta del garage e nei suoi confronti è scattato subito un controllo. Nel locale c’era un baule chiuso con un lucchetto e non è stato necessario forzarlo perché il 33enne aveva anche la chiave di quel cassone. Aprendolo la polizia ha trovato le varie confezioni di droga: la marijuana in un pacco e la cocaina suddivisa in più pacchetti, ognuno di peso diverso.

L’uomo non sarebbe altro che un corriere, nel senso che si occupava solo del trasporto della droga e della custodia per conto di altri. Per evitare guai l’uomo, evidentemente ben addestrato, non aveva con sé cellulari. Chi gestiva direttamente lo stupefacente scovato in via Verrotti ha preferito, evidentemente, non maneggiarlo direttamente, anzi ha evitato di tenerlo in casa e si è servito del locale di Montesilvano anche per depistare l’attenzione rispetto ad altre zone.

Il quadro delle responsabilità va ancora ricostruito nella sua interezza e, con questo obiettivo, sono già in corso le indagini su chi ha preso in affitto il garage (è una persona diversa del 33enne). Delle risposte si attendono anche dagli accertamenti sulla droga sequestrata e, per quanto riguarda la marijuana, potrebbe trattarsi di stupefacente coltivato direttamente in Albania, dove si sta intensificando la specializzazione in questo settore.

Il corriere, che è apparso scosso agli uomini della Mobile (diretti da Pierfrancesco Muriana), ha fatto capire di aver agito per necessità economiche e di aver accettato di svolgere il lavoro di custode per conto terzi spinto dalle ristrettezze. Pensava, così, di risolvere i suoi problemi.

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