Due pistole nascoste in casa: arrestata

3 Aprile 2021

Il giorno dopo il ritrovamento di una 7.65 in strada, la polizia scova altre armi e munizioni grazie al fiuto del cane Master

PESCARA. Tre pistole trovate e sequestrate in poche ore dalla polizia. Segno che le armi circolano, in città, e ora bisogna capire chi le maneggia e perché, se sono state già usate e, soprattutto, se sono state usate per fatti di sangue avvenuti in questa zona.
Un’arma è stata scovata dalla Volante dentro a una siepe, in strada Fosso Cavone, a margine di un controllo notturno per droga, ma non è ancora chiaro come sia finita lì. E altre due sono state trovate dalla Mobile in un edificio disabitato di via Sacco di proprietà di una 32enne originaria di Lucera, V.P., incensurata, che vive nella zona di Rancitelli. È finita agli arresti domiciliari per detenzione illecita di armi da sparo e del relativo munizionamento. Nello scantinato aveva una semiautomatica Beretta calibro 9x21 con la matricola cancellata (con due caricatori, uno con 9 e l’altro con 15 cartucce), e un revolver Smith & Wesson calibro 357 (con quattro cartucce inserite nel tamburo): quest’arma è risultata rubata in provincia di Pescara nel 2013, come accertato dagli investigatori dopo il ritrovamento.
I poliziotti della Mobile, diretti da Dante Cosentino, sono arrivati nella casa di via Sacco dopo aver saputo della possibilità che la donna nascondesse delle armi. Hanno individuato il terreno a lei riconducibile, controllato da un pitbull, e l’hanno convocata. Si è presentata in compagnia di una donna, una rom appartenente a una famiglia con pregiudicati anche per omicidi e detenzione di armi. Ha fatto strada ai poliziotti, dopo aver messo in sicurezza il cane. Poi, una volta superato il terreno, gli investigatori hanno raggiunto la casupola. All’interno, dentro una scatola per le catene da neve, il cane Master della polizia, specializzato nella ricerca di esplosivi, ha fatto trovare le due armi, avvolte nel cellophane e nei calzini, pronte per sparare.
Ora comincia l’esame delle pistole sequestrate per capire se hanno sparato, se sono rilevabili delle impronte, e se sono collegabili ad alcuni eventi delittuosi. Sarà necessaria, quindi, una comparazione balistica, da parte della polizia scientifica. Una volta accertato che l’intuizione degli uomini di Cosentino si è rivelata giusta, va capito per conto di chi nascondesse le armi la 32enne. Così come va individuato il detentore della calibro 7.65 nascosta nella siepe di strada Fosso Cavone, in una busta dei rifiuti.
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