Due positivi sul volo da Londra «Ora bisogna vincere l’omertà»

La denuncia del professor Polidoro che si occupa dei tamponi all’aeroporto e del tracciamento «In molti non rivelano i contatti stretti per evitare la quarantena, ma così i focolai si allargano»
PESCARA. Due passeggeri provenienti da Londra sono risultati positivi al Covid. Salgono a sedici i casi scoperti in sette giorni su cinque voli provenienti da Malta, Londra e Girona. È il bilancio dei tamponi molecolari anti Covid effettuati all’aeroporto d’Abruzzo sui passeggeri dei voli atterrati dalle aree identificate come a maggior rischio contagio.
Ma, oltre alla variante Delta, adesso c’è un altro nemico da sconfiggere: l’omertà nel rivelare i contatti stretti, utili, anzi indispensabili, per il tracciamento. «C’è chi risulta positivo al tampone e non dichiara quali sono i contatti stretti per evitare di mettere anche altre persone in isolamento», è l’allarme lanciato dal professor Ildo Polidoro, direttore del Dipartimento di prevenzione della Asl di Pescara, che insieme alla Asl di Chieti, sta effettuando i tamponi all’aeroporto e si sta occupando del sistema di tracciamento. «È estate e non si finisce volentieri in quarantena per dieci giorni in attesa del tampone. Chi è positivo, quindi, è reticente rispetto alla possibilità di comunicare i nomi dei contatti a rischio. D’estate si frequentano persone, si va a cena insieme, si va in automobile senza precauzioni, ma quando si risulta positivi poi difficilmente si fanno i nomi».
I CONTROLLI. Tutti coloro che atterrano all’aeroporto internazionale d’Abruzzo, provenienti da Malta, Spagna e Regno Unito, sono sottoposti a tampone molecolare. Lo prevede un’ordinanza firmata dal presidente della Regione Marco Marsilio.
«I casi stanno aumentando, serve massima attenzione», spiega Polidoro. Parole che trovano conferma nei dati: ieri nel Pescarese si è registrato l’incremento più consistente a livello provinciale con 25 nuovi contagi. Numerosi sono i focolai tra i giovani risultati positivi dopo essere tornati dall’estero, in particolare da Malta e dalla Grecia. «Gli utenti che arrivano all’aeroporto all’inizio pongono delle domande perché molti sono disorientanti», spiega il dottor Polidoro. «Il nostro personale è addestrato a fornire tutte le spiegazioni e a tranquillizzare i passeggeri. Stiamo riscontrando, purtroppo, un aumento dei contagi. La variante Delta non è meno contagiosa del primo virus che abbiamo imparato a conoscere e, quindi, non possiamo allentare l’aderenza alle regole. Abbiamo due armi per debellare il Covid. La prima è il vaccino, e la stiamo utilizzando; la seconda è limitare i danni derivanti dal contagio». Ovvero, essere tempestivi nel tracciamento.
L’OMERTÀ. Si sta, però, diffondendo, una pericolosa abitudine. Ci sono numerosi passeggeri che risultano positivi al tampone, una volta sbarcati all’aeroporto, e «fanno resistenza nel dichiarare i contatti stretti», spiega Polidoro, «per non innescare la catena degli isolamenti. Ciò che bisogna capire è che non si tratta di un sistema punitivo. Fare i nomi dei contatti è un atto di civiltà e di tutela nei confronti dei nostri amici, dei nostri familiari, che magari sono fragili e non vaccinati. È un favore che facciamo a noi stessi, perché evitiamo di diffondere il contagio a persone a cui siamo legati». Proprio per incrementare l’attività di tracciamento, la Asl di Pescara sta reclutando nuovi infermieri e medici.
CHI VA IN ISOLAMENTO. Cosa accade in caso di positività di un passeggero? Non tutti vanno in quarantena.
«In isolamento per dieci giorni ci vanno solo i contatti stretti, ovvero i passeggeri che si trovano vicini due file di posti in qualsiasi direzione rispetto al soggetto positivo», chiarisce il professor Polidoro. «Questo vale per gli aerei e per qualsiasi altro mezzo di trasporto. Bisogna collaborare ed essere coscienti e responsabili per uscire da questa emergenza».
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