E a Bussi si preparano alla class-action

15 Dicembre 2014

Cittadini e amministrazione comunale esasperati per i pagamenti consegnati dopo la scadenza

BUSSI SUL TIRINO. Ritardi nella consegna della posta. Bussi sul Tirino, in Val Pescara è un caso emblematico se si pensa che l’esasperazione è arrivata al punto che cittadini e amministrazione comunale minacciano una class action verso l’azienda Poste per farsi ripagare non solo dei disagi e del danno morale, ma anche delle more che si vedranno addebitati sulle prossime bollette per il pagamento tardivo delle precedenti, ricevute fuori tempo massimo.

Il sindaco Salvatore Lagatta è stato insistentemente sollecitato dai suoi amministrati, tanto che ha dovuto prendere iniziative per tutelarli inviando prima una lettera al Centro di smistamento dell’alta Val Pescara, a Tocco da Casauria, e poi scrivendo alla direzione centrale di Pescara, minacciando appunto una class action se il problema non si fosse risolto a breve.

«I disagi», afferma il primo cittadino, «sono iniziati circa due mesi fa. Utenti che non ricevevano più la posta per giorni e quando succedeva arrivano pacchi di posta arretrata, con avvisi di pagamento scaduti. Qualcuno inizialmente ha ipotizzato che il continuo alternarsi di nuovi postini avrebbe causato questo tipo di inconveniente, ma il problema aveva evidentemente un’altra incognita. Per risolverla», prosegue Lagatta, «l’unica via era incontrare i dirigenti dell’azienda. Dopo le mie richieste, devo dire che la risposta è stata immediata e la disponibilità ad avere un colloquio chiarificativo, piena e incondizionata».

Ad oggi, comunque, l’appuntamento deve ancora essere fissato e non desistiamo dalla prospettiva di avviare la class-action. «Devo dire, a onor del vero», riprende il primo cittadino «e a sentire le confidenze dei cittadini, che in questi ultimi tempi qualcosa sia migliorato. C’è più attenzione e la posta pare che arrivi, anche se non tutti manifestano piena soddisfazione nel servizio. In questi giorni, prima del meeting con i vertici aziendali raccoglierò tutte le istanze possibili, per poter sviscerare pienamente il problema».

Al problema del recapito della posta va sicuramente aggiunto quello del funzionamento dell'Ufficio postale cittadino. I bussesi sono stanchi delle lunghissime code agli sportelli, anzi uno/due sportelli, che diventano impossibili da sostenere nei giorni di pagamento delle pensioni o quando si presentano scadenze inderogabili come quelle di questi giorni di Imu e Tasi. «Ho saputo», confida il sindaco, «che molti si sono recati a Popoli per assolvere alle loro necessità di cassa o di spedizioni, con tutti i disagi che questa scelta comporta. Anche questo aspetto», assicura Lagatta, «sarà oggetto di discussione con l'Azienda della Poste, con la speranza che tutto possa essere in breve tempo risolto e meglio pianificato. A Bussi siamo esasperati».

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