E a Pescara è scontro sui transgender

23 Marzo 2017

La lezione organizzata dall’Arcigay apre il confronto sul tema della famiglia

PESCARA. Lesbiche, transgender, famiglia tradizionale. E al liceo Marconi di Pescara scoppia la polemica sulle differenze di genere.

Quella che doveva essere solo una “lezione contro le discriminazioni" per l'istituto scolastico, diretto dal preside Florideo Matricciano – che ha promosso l'iniziativa su direttiva del Ministero dell'Istruzione – si è trasformata per Carola Profeta, rappresentante del consiglio di istituto che si è mossa "anche a nome dell'Age" (Associazione Genitori), in una "lezione ispirata al modulo gender tenuta da una insegnante e una psicologa dell'Arcilesbica". Alla quale hanno partecipato alcuni docenti e una novantina di alunni delle classi terze di Scienze Umane e quarta Linguistico, del polo liceale Umanistico, Scientifico, Sociale e Linguistico di via Marino da Caramanico .

«I genitori che hanno un concetto tradizionale della famiglia- sottolinea Profeta, anche in qualità di referente provinciale del Dipartimento Tutela delle Vittime di Violenza di An- Fratelli d'Italia- non vogliono che a scuola si parli con naturalezza di cambiamenti di sesso e omosessualità. Nessuna discriminazione o censura ma chiediamo rispetto per tutti i credi personali e religiosi. L'indottrinamento delle teorie gender (che la lezione ci sia stata me lo ha confermato una professoressa di cui farò il nome solo alle autorità competenti) non è ammissibile nè durante le ore di lezione curriculare nè extracurriculari. Forse a scuola si dovrebbe tornare a insegnare l'educazione civica, la Costituzione e fare progetti con la Protezione civile giacchè siamo in zona sismica».

Ad appoggiare la tesi di Profeta, è intervenuto il genetista Giandomenico Palka, Ordinario di Genetica Medica e Membro del consiglio direttivo dell'Associazione Medici Cattolici di Pescara, che difende i valori della famiglia tradizionale «così come ha stabilito la natura, i sessi non possono essere cambiati se non chirurgicamente». Ma vero è anche che «l'istituzione familiare e lo stesso sesso maschile e femminile sono, oggi, messi fortemente in discussione».

Il presidente dell'Age, Manuela Francini, suggerisce di «valutare attentamente gli insegnamenti sulla affettività e sessualità». Temi sui quali le associazioni di genitori »possono presentare proposte e chiedere chiarimenti sulle attività extracurriculari».

Giovanni Dursi, docente Miur di Filosofia e Scienze Umane al Marconi, difende il progetto ministeriale «contro la discriminazione, il bullismo e cyberbullismo», tema sul quale si è basata la giornata di formazione «ben condotta dalla professoressa Lucia Caponera e dalla psicologa Elena Toffolo, per conto di Arcilesbica».

Per Dursi, il progetto del Miur «si configura come efficace azione di contrasto culturale all'oscurantismo, alle risorgenti velleità discriminatorie ed all'ignoranza che, a volte, è anche, in modo insolente, ideologicamente e politicamente orientata» ad annullare «il riconoscimento dei diritti civili per le persone di diverso orientamento sessuale».

A favore dell'iniziativa dell'istituto si schiera infine anche Maurizio Acerbo di Rifondazione Comunista: «Complimenti al liceo Marconi, tutte le scuole dovrebbero seguire l'esempio e non lasciarsi intimidire. Questa polemica è pura omofobia, anzi lesbofobia, e dimostra quanto ci sia bisogno che la scuola pubblica svolga un'attività educativa su questi temi, come avviene in tutti i paesi europei avanzati».

«E' proprio durante l'adolescenza», aggiunge Acerbo, «che ragazzi e ragazze subiscono le peggiori violenze psicologiche e fisiche a causa del loro orientamento sessuale.Dispiace che le istituzioni (Comune, provincia, Regione) non abbiano sentito il dovere di intervenire esprimendo solidarietà alla scuola ».

Cinzia Cordesco