E a Villa del Fuoco nasce largo Comerlati

Il quartiere intitola l’area davanti alla chiesa allo storico parroco scomparso 11 anni fa: cerimonia il 26
PESCARA. Largo Monsignor Giuseppe Comerlati sorgerà di fronte alla “sua” parrocchia di Villa del Fuoco. Nel giorno di Santo Stefano, lunedì 26 alle 11, l’incrocio tra via Stradonetto e via Sacco sarà intitolato alla memoria dell’indimenticato sacerdote scomparso il 18 agosto 2012 all'età di 75 anni.
Il rito commemorativo sarà presieduto da monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo della diocesi Pescara-Penne, insieme a don Carmine Di Marco, attuale parroco di Villa del Fuoco, che afferma: «Sarà una grande festa per la nostra comunità nella gioia del Natale, la scelta di omaggiarlo il 26 dicembre non è casuale perché ricorre il suo compleanno». Durante la cerimonia, a cui parteciperanno autorità ecclesiastiche e amministratori comunali, sarà scoperta una lapide sulla facciata della chiesa antica e sarà allestita una mostra fotografica sulla vita e le opere del prelato. «Un atto doveroso», spiegano gli organizzatori dell'evento, «nei confronti di un’elevata figura religiosa che gode ancora oggi di profondo rispetto e devozione da parte dei fedeli, molti dei quali ricordano con nostalgia i campi scuola da lui promossi a Salle, Pretoro, Palena e Colledimacine».
Don Comerlati, parroco di frontiera conosciuto anche fuori regione, fondatore del gruppo scout Agesci Pescara 8, molto vicino alle comunità Neocatecumenali che ha accolto a braccia aperte in uno dei quartieri più antichi della città, era amatissimo dai suoi parrocchiani che oggi gli tributano un omaggio sincero e affettuoso. Nato il 26 dicembre 1937 a Lavagno, in provincia di Verona, don Giuseppe è stato vice parrocco nella chiesa dello Spirito Santo prima di approdare a Villa del Fuoco.
Già vicario generale al servizio episcopale della diocesi, con l'ottenimento dell'onorificenza pontificia di Monsignore, «ha lasciato un segno indelebile della sua missione pastorale rappresentando un esempio di fede e una fulgida luce capace di trascinare in parrocchia centinaia di giovani e famiglie, in un quartiere con tanti problemi di integrazione», ricordano nel quartiere.
E sono sempre vive le testimonianze di chi lo ha conosciuto e apprezzato. Marinella Sclocco, psicoterapeuta, una vita in politica, residente a Villa del Fuoco, era una adolescente quando incrociò il suo sguardo: «Ero piccola, veniva a trovarci a casa, era amico dei miei genitori e delle zie, ci è sempre stato vicino nei momenti di difficoltà. Era un uomo con saldi principi, molto rispettoso delle regole, un punto di riferimento per tutti, un sacerdote di frontiera che ha saputo “fare” la comunità. Molti miei amici si sono avvicinati alla chiesa grazie al suo carisma, sono entrati negli scout o nella comunità catecumenale, salvandosi da destini difficili».
«Dio lo ha messo sulla strada di moltissime persone che hanno cambiato la loro vita grazie a lui», ricorda Giovanni D'Addario, uno dei suoi discepoli fochesi. Dall’Emilia Romagna, dove vive, nel giorno della cerimonia arriverà il saluto di Giovanni Cirillo, storico appassionato di Villa del Fuoco.
(c.co.)

