E arrivano 160mila lettere ai titolari di partite Iva

21 Giugno 2018

PESCARA . Sono circa 160mila le lettere di “compliance” che l’Agenzia delle Entrate sta inviando in questi giorni nel Cassetto Fiscale di altrettanti contribuenti italiani, per segnalare alcune...

PESCARA . Sono circa 160mila le lettere di “compliance” che l’Agenzia delle Entrate sta inviando in questi giorni nel Cassetto Fiscale di altrettanti contribuenti italiani, per segnalare alcune anomalie che gli 007 del Fisco hanno riscontrato sugli studi di settore del triennio compreso tra il 2014 e il 2016.
I destinatari delle missive non sono i lavoratori dipendenti, ai quali i redditi sono tassati alla fonte, ma i possessori di partite Iva, professionisti e imprese passati sotto la lente di ingrandimento per quanto riguarda ben 69 tipologie di anomalie individuate. Con le lettere, in sostanza, l’Agenzia delle Entrate vuole invitare al ravvedimento operoso quelle partite Iva che non sono risultate perfettamente in linea con gli studi di settore, uno strumento che il nuovo governo sta pensando di abbandonare.
Il provvedimento, firmato dal direttore Ernesto Maria Ruffini, è del 18 giugno scorso. Tra le imprese destinatarie della missiva, quelle che hanno indicato «il valore delle esistenze iniziali (relative a merci, prodotti finiti, materie prime e sussidiarie, semilavorati e ai servizi non di durata ultrannuale) per il periodo d’imposta 2016 inferiore o superiore al valore delle rimanenze finali del periodo d’imposta 2015», oppure le imprese «con gravi e ripetute incoerenze nella gestione del magazzino», oppure ancora quelle che hanno «omesso di dichiarare il valore dei beni strumentali in presenza dei relativi ammortamenti».
Insomma, la casistica è ampia, e il provvedimento dello scorso 18 giugno è finalizzato a spronare chi non è in regola ad aderire al ravvedimento operoso.
Una circostanza che consentirebbe di fare luce sulle basi imponibili non ancora del tutto emerse, e di recuperarle a gettito, e nel contempo agli imprenditori di beneficiare di un regime sanzionatorio ridotto. Del resto, se stanno arrivando le lettere, vuol dire che in mancanza dei chiarimenti chiesti dal Fisco, presto potrebbe arrivare anche l’accertamento.