E ci sono contributi alle start up sull’ambiente

Viene riconosciuto un credito d’imposta fino a un massimo di 200mila euro sul consumo energetico
PESCARA. Il decreto legge prevede misure per le start up innovative e per le piccole e medie imprese. Viene riconosciuto un credito d’imposta alle start-up che operano nei settori dell’ambiente, delle energie rinnovabili e della sanità per le spese sostenute in attività di ricerca volte a garantire la sostenibilità ambientale e la riduzione dei consumi energetici. Il limite complessivo è di 2 milioni di euro per il 2023: un contributo, sotto forma di credito d’imposta, fino a un importo massimo di 200mila euro, in misura non superiore al 20% delle spese sostenute per attività di ricerca e sviluppo. Sul fronte degli aiuti alle piccole e medie imprese agricole e della pesca, nel rispetto di specifiche condizioni tra le quali l'autorizzazione della Commissione europea, vengono concessi nuovi finanziamenti per la realizzazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile. La misura vuole favorire l’erogazione di nuovi finanziamenti da parte di banche e altri intermediari finanziari iscritti nell’albo unico tenuto dalla Banca d’Italia, nonché dagli altri soggetti abilitati alla concessione del credito, in favore di micro, piccole e medie imprese agricole e della pesca e destinati alla realizzazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile. A patto che tali finanziamenti prevedano l’inizio del rimborso del capitale non prima di dodici mesi dall’erogazione e abbiano durata fino a 8 anni. Questi finanziamenti sono ammissibili alla garanzia diretta rilasciata da Ismea, a titolo gratuito e con copertura fino al 100% del valore, comunque nel limite di 250 mila euro, sempre su autorizzazione della Commissione europea come previsto nel Trattato Ue.

