E ci sono neonati già in astinenza

Tre casi nel 2014. Il primario di Neonatologia: accusano tremori e convulsioni
PESCARA. È successo che un bambino di 20 mesi abbia ingerito cocaina, ma succede anche, e questo lo racconta il primario di Neonatologia dell’ospedale di Pescara, Carmine D’Incecco, che i bambini nascano già in crisi di astinenza.
Nel suo reparto dall’inizio dell’anno i casi si contano sulla punta delle dita, due o tre al massimo, ma come fa notare il primario, non è un dato indicativo. Non vuol dire, cioè, che i casi siano rari, anzi. Tutto dipende dalla scelta delle madri su dove partorire, tenendo conto che non tutte le strutture adottano gli stessi criteri.
«Nonostante le mamme che usano droghe facciano di tutto per non intossicare i loro bambini durante la gravidanza», riferisce il medico, «i sintomi possono manifestarsi comunque nel neonato, con l’ipereccitabilità del sistema nervoso centrale che porta a tremori, difficoltà nell’alimentarsi, convulsioni e scariche molto acide. Sono bambini che piangono per minimi stimoli, che dormono poco, che piangono in continuazione. Di fronte a questi sintomi, non aspettiamo quello che ci racconta la madre, ma facciamo le analisi delle urine al bambino. A quel punto possiamo sapere entro poche ore se la sostanza è presente. I casi più ricorrenti riguardano figli di genitori molto giovani, di solito di ceto basso, ma non sempre. Ci sono capitati anche professionisti». E una volta verificata l’astinenza nel neonato che cosa si fa? «Cominciamo la terapia, si controllano i sintomi e piano piano c’è il rientro alla normalità».
Ma poi, a seconda delle situazioni, entrano in scena gli assistenti sociali e il giudice per i minori. Per questo molte tendono a non dire, a scegliere di partorire in strutture dove si viene dimesse con più facilità. Ma attenzione, avverte il primario: «A volte le sindromi di astinenza sono tardive».(s.d.l.)
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