E Conad punta tutto sui superstore

30 Aprile 2015

«Si sono ridotti i consumi, in particolare dell’extra alimentare e dell’alimentare più vario, ma il consumatore predilige il fresco e il freschissimo, vale a dire ortofrutta, salumeria, carne, pesce....

«Si sono ridotti i consumi, in particolare dell’extra alimentare e dell’alimentare più vario, ma il consumatore predilige il fresco e il freschissimo, vale a dire ortofrutta, salumeria, carne, pesce. E noi siamo andati dietro a questa esigenza». il direttore marketing della rete di vendita di Conad Adriatico, Claudio Troiani (nella foto), racconta come ha reagito alla crisi il gruppo che rappresenta: «Ci siamo riposizionati investendo risorse importanti sui negozi che erano un po’ in difficoltà».

Dopo aver chiuso il rapporto con il distributore francese Leclerc sostituendo quelle insegne con quelle Conad il gruppo ha trasformato gli ipermercati in superstore. È successo al Megalò di Chieti e a Vasto, mentre Teramo, L’Aquila e Lanciano pur rimanendo ipermercati si sono specializzati anche questi sui freschi. Una trasformazione che nei superstore ha ridotto gli spazi (da 5mila a 2mila metri quadrati) e il tipo di prodotti, aumentandone però la varietà. Ma soprattutto, come assicura Troiani, «in questo modo non è stato ridotto il numero di dipendenti sui quali al contrario il gruppo sta investendo molto per quanto riguarda la formazione relativa al nuovo settore dei freschi. Su questo aspetto stiamo spendendo circa 800mila euro». (s.d.l.)