E dal 2016 rivalutazione del 50%
Gli aumenti previsti per le pensioni interessate dal blocco Fornero
ROMA. Che cosa succederà alle pensioni dopo l’una tantum deciso dal governo? Il decreto sulle pensioni varato dal Governo prevede il riconoscimento della rivalutazione relativa agli anni 2012-2013 «nella misura del 40% per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a tre volte il trattamento minimo Inps e pari o inferiori a quattro volte il trattamento minimo, con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi». Lo ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, ieri durante l’audizione davanti alle commissioni Bilancio e Lavoro di Camera e Senato sul decreto sulle pensioni. La rivalutazione sarà «del 20% per i trattamenti superiori a quattro volte il minimo e pari o inferiori a cinque volte» e del 10% per quelli superiori a cinque volte il minimo e pari o inferiori a sei volte il minimo.
«La rivalutazione non è riconosciuta per i trattamenti superiori a sei volte», vale a dire circa 3.000 euro lordi mensili. La decisione di non restituire nulla a questa fascia di pensionati, ha spiegato il ministro, è stata maturata «nell’ambito di una impostazione solidaristica sia intra-generazionale, sia intergenerazionale, in presenza di vincoli di bilancio stringenti». Dal 2016 le pensioni, interessate dal blocco Monti-Fornero bocciato dalla Consulta, avranno un aumento strutturale, pari «al 50% di quanto stabilito per le mensilità del biennio 2012-2013». Su questo montante si applicherà l'indicizzazione Letta.
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