E domani ripartono elementari e medie

6 Gennaio 2021

Per le superiori si dovrà però attendere lunedì 11 gennaio

PESCARA . È stato uno dei temi principali su cui si è dibattuto l’altra notte nel corso del Consiglio dei ministri che, iniziato intorno alle 22 di lunedì, è terminato poco dopo mezzanotte e mezza. Ed alla fine sulla scuola è stata presa una decisione: da domani rientreranno in classe gli alunni della scuola primaria e delle scuole medie, mentre gli studenti degli istituti superiori abruzzesi torneranno a sedere nelle proprie aule a partire da lunedì 11 gennaio. Per questi ultimi la didattica in presenza sarà al 50 per cento.
POSIZIONI CONTRASTANTI. La politica si è divisa sulla ripresa della didattica in classe. Posizioni contrastanti che hanno infuocato il Cdm al termine del quale è stata trovata la quadra. Che in parte accontenta anche il governatore Marco Marsilio, il quale poche ore prima dello stesso Consiglio dei ministri, dichiarava che l’Abruzzo era pronto a riaprire le scuole. Sarà così domani per scuole elementari e medie, ma il vero nodo riguarderà gli istituti superiori.
«SIAMO PRONTI». La dirigente dell’Ufficio scolastico regionale, Antonella Tozza, mette in risalto il lavoro svolto in quest’ultimo periodo: «Si è lavorato in maniera solerte con i tavoli prefettizi di tutte le province per definire i piani di rientro».
E l’Abruzzo, secondo la dirigente era pronto per riaprire nella giornata di domani: «Sono state prese altre decisioni, ma d’altronde si tratta di uno slittamento di solo qualche giorno. Inizieremo l’11». Poi ringrazia «i prefetti ed i dirigenti degli uffici scolastici provinciali per l’ottimo lavoro svolto». Gli stessi prefetti hanno coordinato i tavoli a cui partecipano enti locali, rappresentanti delle aziende di trasporto pubblico e dirigenti dei uffici scolastici territoriali (in Abruzzo sono tre: L’Aquila, Pescara-Chieti e Teramo).
NODO TRASPORTI. Il tema mobilità è uno dei principali legati alla riapertura degli istituti superiori. Ma Max Di Pasquale, direttore di Tua, spiega il lavoro svolto dal servizio di trasporto unico abruzzese per preparare la “ripartenza”.
«C’è stato da subito l’impegno a trovare la giusta quadra coordinando tutte le uscite di tutti gli istituti scolastici con il servizio di trasporto pubblico», afferma il direttore. È previsto un modello che si articola sullo scaglionamento degli ingressi e delle uscite ma «si conta anche sul senso civico degli studenti, ai quali si chiede di comportarsi come giovani adulti». E quindi a loro, ad esempio, si lancia l’appello a salire sul mezzo all’orario a loro destinato, per evitare di andare ad affollare le corse successive. Poi alcuni numeri: «Copriremo 15mila chilometri in più di corse correlate alla sola gestione dell’emergenza Covid».
Il tutto con una nuova organizzazione del servizio che prevede l’utilizzo di vettori privati. Ed ancora «si parla di circa 150 corse scolastiche aggiuntive», afferma Di Pasquale. «È un impegno importante, gli uffici hanno lavorato duramente in queste settimane». Poi conclude: «I primissimi giorni verranno monitorati i risultati per apportare provvedimenti correttivi qualora si rendessero necessari».
LA PROTESTA. Ma dai sindacati arrivano le perplessità. Davide Desiati, della Cisl Scuola Abruzzo-Molise invoca un ulteriore rinvio del rientro in presenza «di almeno un mese in attesa che il numero complessivo di contagi scenda complessivamente».
Secondo il rappresentante sindacale al momento in Abruzzo non ci sono le condizioni per un rientro in classe: «I problemi sono irrisolti», afferma, parlando di quello che potrebbe avvenire prima e dopo le lezioni. E inoltre «nella scuola si è fatto il possibile per far rispettare il distanziamento ma poteva essere fatto molto di più». Un esempio? «C’è stata una limitata risposta in termini di organici, nell’ordine del 50% delle reali necessità delle scuole. Di fatto poi non è stata superata una situazione storica con cui noi abbiamo a che fare e che riguarda le cosiddette “classi pollaio”». Aule cioè troppo piccole per poter ospitare il numero di studenti che solitamente compongono le classi. L’altro problema è quello dei trasporti: «È un grosso problema», conclude facendo l’esempio delle pensiline. «I terminal sono inadatti per l’attesa degli autobus, soprattutto in inverno. I ragazzi si assembreranno nelle poche pensiline, in quei pochi ripari che ci sono nei terminal».