E i colleghi ricordano Foresta

L’Agenzia delle Entrate intitola una sala al funzionario morto nell’hotel
PESCARA. «Al di là della tragedia ci sono delle persone che hanno un significato nella storia di un’organizzazione, per questo a Tobiadedichiamo oggi la sala della Formazione. Non è una cosa così scontata, non si fa per tutti. E ritrovarci qui dopo un anno è perché ci manca». Nella sala Formazione della direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrare, dove lavorava come funzionario Tobia Foresta, che con la moglie Bianca Iudicone è tra le 29 vittime di Rigopiano, il direttore regionale Margherita Maria Calabrò usa parole che parlano al cuore. Al cuore dei tanti colleghi di Foresta che ascoltano commossi, comprese le sorelle del funzionario che lì ci lavorano, della madre Maria e di Pierino Iudicone, papà di Bianca. Ma soprattutto le parole del direttore regionale parlano al cuore di Marco, il figlio unico della coppia uccisa dalla valanga. In prima fila, vicino ai nonni e alla fidanzata Magda, Marco ascolta gli attestati di stima che il direttore provinciale Gabriele Chiacchiaretta e poi il collega del papà, Giuseppe Pomponio affidano al microfono. «Un funzionario esperto dei controlli, delle procedure, molto disponibile, paziente, di una grande gentilezza», dice Chiacchiaretta che rivela la richiesta di partecipazione alla cerimonia di tutti i 500 dipendenti dell’Agenzia, «ma non c’era spazio», mentre Pomponio dice alla fine di Tobia: «Interpretava la vita con il sorriso sulle labbra».
Tanto affetto che fa commuovere Marco Foresta quando, dopo l’inaugurazione della targa, prende la parola e la voce gli cede: «Papà amava il suo lavoro, questa per lui era la sua seconda famiglia. Non tutti sanno, o forse nessuno sa, che stamattina (ieri ndr) alle 7,28 di un anno fa veniva ritrovato il corpo di papà e un’ora dopo quello di mamma. Oggi ringrazio tutti di essere qui a partecipare alla sua commemorazione in un luogo per lui e per tutti tanto caro». Poi gli abbracci, le lacrime silenziose e in disparte di tanti colleghi che con Foresta hanno condiviso un pezzo di storia professionale. Lui, che era alla soglia dei 60 anni, aveva iniziato a 23 anni come vincitore di concorso quando dalla Calabria si trasferì da solo a Torino dove conobbe la moglie Bianca.
«Adorava cantare, aveva la passione per Battisti», racconta la collega di stanza Rita Cortese, «raccontava sempre che era stato scelto per le selezioni di Sanremo e che il padre non ce lo fece andare. Sennò chissà dove stavo, diceva scherzando». (s.d.l.)
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