E i commercianti protestano

Via Passolanciano e via Arapietra, lamentele anche dagli impiegati
PESCARA. Le prime proteste sono nate in via Cetteo Ciglia, dove sono state raccolte 700 firme e consegnate rapidamente al Comune. Ma anche da in via Passolanciano e dintorni si alza un grido di allarme per i nuovi parcheggi a pagamento. C’è grande preoccupazione anche se nelle intenzioni del Comune «la conversione dei parcheggi liberi in parcheggi a pagamento» potrebbe determinare «una auspicata rotazione della sosta degli autoveicoli, incentivando la fruizione da parte dell’utenza» visto che «molti automobilisti parcheggiano in uno stallo anche per l’intera durata della giornata», come si legge nella delibera che sancisce la nascita di nuovi posti auto con le strisce blu.
Dal bar Jolly di via Passolanciano Michela Di Vicoli dice di essere «sconvolta» perché «dovrò pagare per venire a lavorare, così come dovranno fare il personale e i clienti delle Poste, del Centro per l’Impiego e della Regione. Risolverò venendo al bar a piedi, da casa, quando possibile, oppure comprando l’abbonamento per parcheggiare. E mi auguro che pensino a delle tariffe agevolate. Ma sta diventando impossibile e inaccettabile, tanto più che in Comune si aumentano lo stipendio. Prima siamo stati penalizzati dalla pandemia, ora c’è la guerra e dobbiamo fare i conti con il caro bollette (quella della luce è quasi raddoppiata, passando da 900 euro a 1.490) e con l’aumento del costo della benzina. I primi effetti della crisi li abbiamo già sentiti e ora si stava intravedendo uno spiraglio perché con l’arrivo della primavera si esce di più. Ma con i parcheggi a pagamento sarà più difficile lavorare», dice sempre Di Vicoli. Se per le famiglie le spese aumentano, «dovranno ridurre tutto ciò che è superfluo».
Giovanni e Francesco, i parrucchieri per uomo di Gioformen, parlano da via Arapietra. Si sentono danneggiati dalle scelte del Comune e si augurano che si torni indietro. «Siamo contrari alla sosta a pagamento perché i nostri clienti si vedrebbero costretti a pagare anche la sosta, oltre al servizio. Per noi commercianti è molto penalizzante, visto il periodo. Pensiamo che l’amministrazione comunale dovrebbe venirci incontro e non, al contrario, danneggiarci. Per questo motivo chiediamo l’abolizione del provvedimento» che istituisce la sosta a pagamento anche in questa parte della città.
«Di fatto siamo in periferia, non in centro», conclude Di Vicoli, «e parlando con il personale degli uffici pubblici qui vicino stavamo riflettendo sul fatto che in altre città ci sono parcheggi gratuiti per i dipendenti. E credo sia assurdo che per pagare una bolletta alle Poste si debba pagare anche il parcheggio». (f.bu.)
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