E i residenti elencano i problemi: «Viabilità, rumori e sicurezza»

Si allarga il fronte della protesta: a “Tranquillamente Battisti” si aggiungono via Mazzini e via Piave «Apprezziamo gli sforzi del sindaco per contenere gli orari, ma bisogna affrontare i problemi irrisolti»
PESCARA. Viabilità, piano acustico, sicurezza pubblica. Spaziano su tre fronti le nuove istanze di Tranquillamente Battisti. Dopo le infinite polemiche sugli orari e la protesta degli esercenti che hanno aderito al corteo di sabato, il comitato di residenti di piazza Muzii ha chiesto un incontro urgente al sindaco Carlo Masci. «A oggi il contingentamento degli orari è l’unica garanzia che abbiamo», afferma il portavoce Federico Di Filippo, «ma bisogna affrontare criticità irrisolte che evidenziano tutte le concessioni da anni fatte ai locali».
PIANO ACUSTICO
La prima urgenza è l’adozione del piano di risanamento acustico e nel frattempo di misure urgenti. I residenti attingono a due articoli del regolamento della polizia urbana. Il 48 che vieta «tra le 20 e le 8 attività lavorative che siano fonti anche potenziali di inquinamento acustico. È certificato dall’Arta che bar e ristoranti della zona producono rumore», chiarisce Di Filippo. «C’è poi l'articolo 49 che riguarda l’impatto acustico di eventi in edifici destinati ad abitazioni. Poiché quasi tutti i locali», continua «sono insediati nei condomini, per mettere musica dovrebbero insonorizzarsi. È bene che il Comune si faccia garante di queste verifiche».
VIABILITÀ
Secondo il comitato occorre riallineare le occupazioni del suolo pubblico al resto della città; creare fasce di rispetto a vicoli, portoni e citofoni; garantire la viabilità delle ztl e l'accesso ai passi carrabili. «Già con la precedente amministrazione», ricorda «le occupazioni erano state ampliate dai 2,5 metri a quasi 4. Con il Covid è stato consentito il raddoppio, permettendo ai locali di collocare sedie e tavoli nelle adiacenze e al centro della piazza. Il grosso dei gestori posiziona sedie e tavoli a filo di portoni e passi carrabili. Va garantito il rispetto delle regole».
VIA PIAVE
Ad alimentare la causa i residenti di via Piave che, con il portavoce Nanni Di Silvestre, dicono «via Piave è una ztl a cui nei fine settimana è impossibile accedere. Non possiamo nemmeno rientrare nei garage. Nel weekend prima delle 2,30 non si riesce a riposare, è insopportabile. Siamo stati costretti a vivere con le finestre serrate e a montare inferriate e cancelli per tutelare le proprietà che oggi vivono una svalutazione impressionante. Il sindaco con le chiusure anticipate ha tentato di ridare una vita a centinaia di residenti».
VIA MAZZINI
Altro fronte di critiche da una decina di famiglie di via Mazzini. Il portavoce Riccardo Perseo: ««Stiamo apprezzando gli sforzi del sindaco per contenere gli orari. Nei palazzi in cui abitiamo ci sono anziani e bambini, nonostante ci siano orari di chiusura, le attività ci impiegano almeno un’ora in più per sgomberare tutto, e i gestori non fanno nulla per calmare i clienti che spesso esagerano».
VIA DE CESARIS
Tranquillamente Battisti reclama anche la riapertura del tratto nord di via Battisti, da via Quarto dei Mille, e il rispetto dell'ordinanza 184/2016 del Consiglio di Stato. «Su via De Cesaris, una superficie è di proprietà dei condomini, ma destinata al passaggio pubblico. Il Consiglio di Stato ha evidenziato che «non sembra logico che il Comune consenta l'utilizzo dell’area privata a uso pubblico, per i tavolini di un esercizio commerciale». Il Comune deve esprimersi su questa sentenza».
SICUREZZA
Il comitato sollecita l’amministrazione a verificare i requisiti igienico sanitari delle attività, a utilizzare la videosorveglianza per controllare gli orari e «ad assicurare il rispetto delle norme sul deposito delle bombole di Gpl dei funghi che i locali usano per riscaldare le aree esterne. Carlo Masci ha dato una grande lezione di civiltà rispetto a un malcostume ereditato dalla passata amministrazione. Questa città deve guardare avanti. Per questo auspichiamo di confrontarci anche con Confcommercio», conclude Di Filippo.

